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percorso biografico   Home Page > Percorso biografico > 1349-69 > Il mito di Napoli

Il mito di Napoli

fotografia Il mito di Napoli e l’aspettativa di un felice ritorno nella città dove aveva strascorso una entusiasmante giovinezza, partecipando alla vita elegante della corte, non abbandona Boccaccio per molti anni. Giovanni spera a lungo di potersi integrare stabilmente all’interno della corte angioina, ottenendo degli incarichi ufficiali dal Regno. E per lo meno tre tentativi di inserirsi nell’ambiente partenopeo ci sono documentati. Nel 1355, dopo aver rincontrato in maggio Zanobi da Strada e l’amico d’infanzia Niccolò Acciaiuoli, gran Siniscalco del Regno, impegnati in una missione diplomatica a Firenze, Boccaccio si illude di riuscire a ottenere il posto di segretario regio, lasciato libero da Zanobi, ma il viaggio a Napoli si risolve in un fallimento, per il mancato appoggio dell’Acciauoli. Giovanni ha però modo in quest’occasione di soggiornare nell’abbazia di Montecassino e di consultare la sua biblioteca, ricca di testi latini.

Nel 1362 è lo stesso Niccolò a invitarlo, ma l’accoglienza che poi gli riserva è alquanto tiepida e imbarazzante, come documenta l’Epistola XIII del 1363, indirizzata a Francesco Nelli e pervenutaci attraverso un volgarizzamento. Ormai il rapporto tra i due ex amici si è definitivamente guastato e la IX egloga del Buccolicum carmen, intitolata a Midas, sancisce la rottura, facendo dell’Acciauoli il bersaglio di una satira feroce.

L’ultimo soggiorno partenopeo avviene nel 1370 e si conclude con un inaspettato diniego. Sebbene sia ricevuto caldamente dagli amici, Ugo di San Severino, Niccolò Orsini e Mainardo Cavalcanti, e per quanto la regina Giovanna, assieme al suo terzo marito, Giacomo di Maiorca, mostrino di gradirne la presenza a corte, Boccaccio rifiuta di fermarsi. Si è ormai sfaldata l’immagine idealizzata della città partenopea, miraggio salvifico nei periodi più difficili della sua vita, scalzata dall’otium certaldese, ubicazione adesso preferita a qualunque altra possibile.

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