titolo Ludovico Ariosto

Dictamina

Le quattro epistole ascrivibili al 1339 si collocano in due diverse unità fascicolari dello Zibaldone Laurenziano XXIX 8. Crepor celsitudinis, Mavortis milex extrenue e Nereus amphytritibus sono parte di uno stesso quaterno palinsesto e si leggono a cc.51r-52r; la Sacre famis è trascritta invece a cc. 65r-v. Esercitazioni retoriche improntate al modello dantesco delle epistole a Cino da Pistoia e a Moroello Malaspina, i dictamina boccacciani tradiscono anche un evidente riuso apuleiano. Le soscrizioni della prima lettera, indirizzata al Duca di Durazzo, e quella della Sacre famis, rivolta, come la Nereus amphytritibus, ad un ignoto destinatario, inquadrano cronologicamente e geograficamente la composizione delle epistole. In particolare, la specificazione topologica apud busta Maronis Virgilii “presso il sepolcro di Virgilio”, che si ripete in entrambe, iscrive queste prove letterarie all’interno della tradizione dell’epigrafia ecfrastica, già messa a frutto per l’Elegia di Costanza.

Nella Mavortis milex Boccaccio si appella ad un letterato dottissimo e di puri costumi, residente in Avignone. Non è persona conosciuta personalmente, ma solo per fama indiretta, tramite un comune amico. Evidenti analogie con la biografia petrarchesca del De vita consentono di attribuire l’identità del destinatario al poeta aretino, sebbene l’intestazione della lettera sia mancante, poiché abrasa. Abbandonato dalla donna amata, Boccaccio chiede aiuto al Petrarca, poiché lo aiuti a recuperare la tranquillità negli studi. Dietro l’esile trama di questo pretesto narrativo è stata scoperta un’allusione di tipo metaletterario con “il compito di registrare, attraverso il gioco delle personificazioni, il passaggio tra due tempi della propria esistenza: quello passato, contraddistinto dalla passione d’amore e da un esercizio delle lettere eminentemente lirico; quello del tempo a venire, segnato dalla libertà e da una pratica poetica più elevata.[1].

[1]C. Cabaillot, La Mavortis Miles: Petrarca in Boccaccio ?, in Gli Zibaldoni di Boccaccio. Memoria, scrittura e riscrittura. Atti del Seminario internazionale di Firenze-Certaldo (26-28 aprile 1996), a c. di M. Picone-C. Cazalé Bérard, Firenze 1998, pp. 129-139, cit. p. 135.


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