Mario Soldati - La scrittura e lo sguardo - Hanno scritto di lui

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Mario Soldati - La scrittura e lo sguardo

Hanno scritto di lui

 

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Fra gli scrittori del Novecento italiano, Soldati è l'unico che abbia amato esprimere, costantemente e sempre, la gioia di vivere. Non il piacere di vivere, ma la gioia: il piacere di vivere è quello del turista che visita i luoghi del mondo assaporandone le piacevolezze e le offerte ma trascurandone o rifuggendone gli aspetti vili, o malati, o crudeli; la gioia di vivere non rifugge nulla e nessuno: contempla l'universo e lo esplora in ogni sua miseria e lo assolve.
(Natalia Ginzburg)

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L'assoluta leggerezza della scrittura di Soldati significa fraternità. Il suo rapporto col lettore non è autoritario, ma mitemente fraterno.
(Pier Paolo Pasolini)

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Una delle grandi qualità di Soldati, come è noto, è la capacità di farci apparire degna di racconto e quindi interrogabile dall'intelligenza qualunque realtà, grande o piccola indifferentemente, la tragica immensità di Manhattan nell'età del proibizionismo non meno della vita di un pollaio al di là dello squallido cortiletto di un hotel della Valtellina.
(Cesare Garboli)

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Qualcosa che somiglia alla felicità e questo è, esattamente definito, il mio sentimento di lettore di Soldati da quando, per la prima volta su "Il Mondo" di Pannunzio, lessi un suo racconto.

(Leonardo Sciascia)

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