"Come scrittore, ho sempre sfruttato la mia esperienza di regista. Per me l’esperienza delle esperienze, quella che posso definire decisiva e incisiva, è stata il cinema e non la letteratura. I miei romanzi, lo posso facilmente riconoscere, sono dei film già belli e fatti. In essi la macchina da presa non fa che completare e illustrare l’opera dello scrittore".
"Quando tornai dall’America, dove mi ero sposato, mi trovai di fornte al fascismo imperante. Io non ero iscritto al partito. E per me l’unica strada possibile era quella del cinema. Con questo non voglio dire che la cinematografia non fosse controllata; ma il controllo era solo sulla produzione, non a livello di regia. [Â
] In molti romanzi sono stato aiutato dalla mia esperienza di regista. Ho raccontato queste mie esperienze e conoscenze nell’Attore e in molte novelle e racconti". Soldati ad Anna Maria Rotoli, 5 aprile 1978 (in Soldati, a cura di Massimo Grillandi, 1979) 
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