Corali di San Domenico

Graduale, Kiriale. Inizio del XIV sec., c. 1 recto
Antifonario. Inizio del XIV sec., c. 1 recto
Antifonario,  Kiriale, Sequenziario. Inizio del XIV sec., c. 1 recto
Antifonario. Innario. [inizio del 14. sec.] Ms. membranaceo; c. 19v

La Biblioteca Augusta conserva 21 libri corali del convento di San Domenico di Perugia.
I corali sono manoscritti su pergamena contenenti la liturgia musicata (canto gregoriano), libri maestosi, riccamente decorati, di grande formato con lettere e note musicali cubitali, realizzati per essere utilizzati con facilità durante le celebrazioni nella Chiesa di San Domenico di Perugia.
Sono una preziosa testimonianza del periodo più effervescente della storia di Perugia, prodotti di grande valore storico, liturgico, musicale, artistico.
I corali costituiscono due distinte serie liturgiche. La prima fu allestita negli anni Settanta del Duecento per ornare il coro della vecchia chiesa dei domenicani di Perugia. In essa è possibile riconoscere il pittore degli affreschi dell'ex-abbazia di Montelabate presso Perugia. La seconda serie, risalente invece al primo decennio del Trecento, era destinata alla nuova chiesa che in quegli anni i Domenicani iniziavano a costruire con il sostegno di papa Benedetto XI. Tra i pittori in essa attivi si individua il Primo Miniatore Perugino, già identificato con il Maestro della Croce di Gubbio e ora con il Palmerino di Guido menzionato insieme a Giotto in un documento del 1309.
Per effetto della demaniazione dei beni ecclesiastici, seguita all'unificazione del Regno d'Italia, i corali sono passati alla Pinacoteca civica e successivamente alla Biblioteca Augusta a seguito del grande interesse suscitato nell’ambito della Mostra d’antica arte umbra, tenutasi a Perugia nel 1907.