Materiali di interesse per la storia di Città di Castello e del suo territorio
Biblioteca comunale Giosuè Carducci - Città di Castello
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Si tratta di un gruppo di documenti alquanto eterogenei, comprendenti manoscritti, monografie e periodici a stampa, carte geografiche, manoscritti musicali e antifonari, prodotti nell’arco di tempo compreso tra il XIII e il XX secolo, tutti di grande interesse per ricostruire la storia politica, sociale, civile e religiosa di Città di Castello e del territorio circostante.
Per quanto riguarda i manoscritti, un grande rilievo è stato assegnato ai volumi delle Riformanze, così denominate le raccolte delle deliberazioni, dei decreti dei verbali delle riunioni dei Consigli comunali nei Comuni medievali italiani, che vanno dal 1336 al 1817. Sono compresi inoltre gli Statuti del Comune risalenti ai secc. XIV e XVI e due Statuti dell’Arte del Calzolari di Città di Castello (1562 e 1628), una lettera autografa di Giosuè Carducci indirizzata all’amministrazione comunale, un Dizionario italiano-latino del 1390, nonché undici antifonari, databili tra la fine del XIII secolo e i primi anni del XV e acquisiti in seguito alla soppressione degli ordini religiosi e alla successiva confisca dei loro beni da parte dello stato liberale.
I documenti a stampa comprendono trentuno periodici locali, di grande interesse per ricostruire la vita sociale e culturale della città e del territorio nel periodo compreso tra la seconda metà del XIX secolo e il secondo dopoguerra e 47 monografie del Fondo Antico, Sez. locale, pubblicate tra il XVI e il XVIII secolo. Rientrano inoltre in questo raggruppamento quattro carte geografiche che testimoniano l’evoluzione urbanistica di Città di Castello dal XVII al XVIII.
Accanto alla documentazione appena descritta, tutta conservata presso la biblioteca comunale Carducci, si è deciso di procedere alla digitalizzazione di altro materiale molto significativo per la storia dell’Alta valle del Tevere, vale a dire una selezione del fondo bibliografico e documentario proveniente dalla Biblioteca dei baroni Leopoldo Franchetti e Alice Hallgarten Franchetti, due figure di intellettuali filantropi e cosmopoliti, molto significative per la storia di Città di Castello e delle campagne limitrofe, soprattutto per l’avvio nel 1901 di una scuola rurale gratuita per i figli dei contadini, voluta da Alice, e sede di uno straordinario esperimento pedagogico che vide la partecipazione di Maria Montessori (la prima edizione della sua Pedagogia scientifica fu pubblicata a Città di Castello dall’editore Lapi nel 1909), conservato fino al 2011 presso la biblioteca comunale Carducci e successivamente trasferito presso la Biblioteca Baroni Franchetti del Centro Studi di Villa Montesca.
Della ricca biblioteca dei Franchetti restano 6130 documenti, tra monografie, periodici e materiale minore, tutti risalenti alla seconda metà del XIX secolo e ai primi decenni del XX. Di questo ricco patrimonio è stata fatta una selezione, privilegiando i temi che più interessavano Alice: l’educazione, l’emancipazione della donna, la spiritualità, i fermenti di rinnovamento religioso che scossero il mondo cattolico nei primi anni del secolo scorso.
Accanto ai libri sono stati digitalizzati alcuni dei materiali – quaderni, registri, giornali di classe, piantine delle scuole, disegni ed elaborati realizzati dai bambini e considerazioni delle insegnanti - provenienti dalle due scuole rurali di Montesca e Rovigliano e selezionati dal Centro Studi Villa Montesca, che restituiscono con grande freschezza la modernità dei metodi pedagogici adottati, legati all’osservazione diretta della natura, alla sperimentazione, all’insegnamento pratico.




