Leo Longanesi: la Fabbrica del Dissenso - La conquista di Roma

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 Leo Longanesi: la Fabbrica del Dissenso

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Non capisco certe manie del Fascismo: quella, ad esempio, di sperare in un futuro impero, non mi convince. Cosa vuol dire «diventare la più grande potenza del Mediterraneo»? Non ci basta, forse, il mare che abbiamo per fare le sabbiature? Pensino piuttosto a far diminuire il costo degli alberghi nelle stazioni balneari!

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L’Italiano non ama i libri; e non li ama perché il libro ha il grave torto di dover essere letto, e il leggere richiede pazienza e voglia di restar fermi, cose che a noi destano uggia. Leggere significa restare a casa, e l’Italiano ama invece uscire, vedere e farsi vedere: più che leggere, preferisce parlare. Ma l’Italiano, che si vergogna di non leggere, di tanto in tanto acquista libri. E’ un segno di civiltà a cui non rinuncia.




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I regimi totalitari non consentono la battuta di spirito ma essi hanno il merito, involontario, di suscitarla. Nelle grandi pause liberali, lo spirito, il gusto del comico, l’ironia languono. La satira è tanto più efficace quanto più è rivolta contro regimi intolleranti.
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