Biblioteca Vallicelliana - Roma

G. Maggi - M. Greuter, La madonna del Popolo. Roma, G. G. De Rossi, 1651
P. Mattej, Mola di Gaeta. Acquerello
Salone Borromini
Libreria di s. Filippo Neri di Taddeo Landi nel Salone Borromini

La Biblioteca Vallicelliana ha sede a Roma nel complesso monumentale dell'Oratorio dei Filippini, opera di Francesco Borromini. Le raccolte dell'istituto riguardano principalmente la storia della Chiesa, gli studi medievistici e paleografici. La nascita della Biblioteca Vallicelliana è strettamente collegata alla figura di Filippo Neri e alla Congregazione dell'Oratorio, istituita nel 1565. La prima raccolta libraria è costituita dalle opere possedute da Filippo Neri, passate nel patrimonio della Congregazione alla sua morte, nel 1595. La Biblioteca Vallicelliana è già documentata nel 1581 grazie al lascito testamentario di Achille Stazio (Aquiles Estaço) a favore di Filippo Neri e della Congregazione dell'Oratorio: 1700 volumi a stampa e 300 manoscritti. Nel 1874, in seguito alla legge sulla soppressione delle Corporazioni religiose, la Vallicelliana fu trasformata in biblioteca di diritto pubblico; nel 1876 la Giunta liquidatrice dell'Asse ecclesiastico stabilì di suddividere i documenti della Congregazione fra l'Archivio di stato di Roma, la stessa Congregazione e la Biblioteca. Nel 1883 trovò sede, in alcuni locali della Biblioteca la Società romana di storia patria, istituita nel 1876 allo scopo di pubblicare documenti riguardanti la storia di Roma e della sua provincia. La Biblioteca possiede circa 130.000 volumi: circa 3000 manoscritti, un piccolo nucleo di  incunaboli, circa 40.000 opere comprese tra il XVI e il XIX secolo, prevalentemente di natura storico-ecclesiastica, erudita, patristica e teologica, ma anche testi di filosofia, di diritto, botanica, astronomia, architettura e medicina. Il materiale iconografico della Vallicelliana comprende una pregevole raccolta di incisioni nonché un importante fondo di fotografie. Il fondo musicale della Biblioteca Vallicelliana rappresenta una importante testimonianza del repertorio dei secoli XVI-XVII.

Istituti collegati