Biblioteca Palatina - Sezione musicale - Parma

L'ingresso della biblioteca
Sala lettura
D. Scarlatti, Sonate
Interno della biblioteca agli inizi del Novecento

La Sezione musicale della Biblioteca Palatina è l'unico istituto bibliografico musicale italiano specializzato avente, sin dalla nascita, la configurazione giuridica di biblioteca pubblica statale. Il suo patrimonio, che supera la cifra di 167.000 unità, comprende musica manoscritta e a stampa, libretti, periodici, carteggi e libri di letteratura musicale. Esso documenta, in modo particolare, l'attività musicale della città e del suo territorio nei secoli XVIII-XIX. La Biblioteca è stata istituita con il R.D. 14 luglio 1889, n. 6431, con la fusione dei libri e dei manoscritti di musica conservati nella Biblioteca Palatina con quelli dell'Archivio del Conservatorio. I fondi costitutivi sono pertanto l'Archivio dei duchi di Borbone e l'Archivio di Maria Luigia d'Austria provenienti dalla Palatina, l'Archivio dell'antica Scuola di musica - che poi divenne Conservatorio di Stato - e parte del Fondo Sanvitale che il conte Stefano aveva già donato alla scuola. Negli anni il patrimonio della Biblioteca fu incrementato da acquisti, donazioni, lasciti. Significativi gli acquisti nel 1899 presso la libreria Romagnoli e Dall'Acqua di 15 volumi manoscritti contenenti 463 sonate di Domenico Scarlatti che, assieme ai 15 volumi conservati a Venezia nella Biblioteca Marciana, costituiscono la principale fonte dell'opera clavicembalistica del maestro napoletano e, nel 1925, presso l'antiquario fiorentino Gozzini, di una raccolta di madrigali e canzonette stampate nei sec. XVI e XVII, nella quale figurano alcune rarissime edizioni. Lasciti e doni di direttori del Conservatorio, hanno arricchito il patrimonio della Biblioteca, che documenta pertanto non solo la vita musicale del ducato, ma anche quella del secondo Ottocento e del primo Novecento. Il lascito di Ildebrando Pizzetti (che comprende lo studio romano del maestro con tutta la sua musica, manoscritta e a stampa, i carteggi, i documenti, le fotografie, le suppellettili e il suo pianoforte) e i doni del Ministero dell'Epistolario di Arrigo Boito e del manoscritto autografo di una sinfonia giovanile di Giuseppe Verdi sono le acquisizioni più significative della seconda metà del novecento.

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