titolo Dante AlighieriDante AlighieriDante AlighieriDante AlighieriDante AlighieriDante AlighieriDante Alighieri
Home pagepercorso testualepercorso tematicoCreditienglish version
punto
bordo
percorso biografico   Home Page > Percorso biografico > 1310-1321 > Guido Novello da Polenta

Guido Novello da Polenta

Nipote di Guido il Vecchio, instauratore della signoria polentana a Ravenna, Guido Novello nacque non più tardi del 1275 e morì nel 1333. Dopo alcuni incarichi pubblici in varie comuni emiliani, fu podestà di Ravenna dal 1316 al 1322, quando, eletto capitano del popolo a Bologna, fu definitivamente spodestato dal governo della città dal cugino Ostasio. La sua politica, durante la signoria ravennate, fu improntata alla ricerca della pace, anche se fu costretto ad affrontare gravi tensioni con Venezia per contrasti sul commercio del sale. Autore di 6 componimenti poetici, deve la sua fama principalmente al rapporto con Dante, che si trasferì tra il 1318 e il 1320 a Ravenna attratto anche dal cenacolo culturale creatosi intorno a Guido. La disponibilità mostrata dal signore di Ravenna verso l’ormai prestigioso esule fiorentino, cui fu concessa ampia libertà di terminare il Paradiso, fu ricambiata con non sistematiche relazioni cancelleresche e con ambascerie, tra cui quella del 1321 a Venezia, che, sia pure indirettamente, causò la morte di Dante. L’alta considerazione di cui quest’ultimo godette presso Guido si espresse anche nei solenni funerali tributatigli dal signore di Ravenna. A lui Dante allude nella Egloga II come al cortese ospite ravennate che lo spinge a rifiutare l’invito di Giovanni del Virgilio.

Tra i testi attribuiti a Dante, resta un’epistola volgare, datata 30 marzo 1314 e indirizzata a Guido da Polenta, in cui il poeta racconta di aver dovuto sospendere la lettura di una propria orazione latina composta per l’elezione del doge Giovanni Soranzo, poiché i veneziani non erano in grado di capire quella lingua. Stampata nel 1547 da Doni, è stata esclusa dal canone delle epistole dantesche, perché ritenuta una falsificazione dello stesso Doni. Una riapertura della questione si è però imposta per la scoperta di un’ampia tradizione manoscritta del testo, indipendente dalla stampa del Doni, cui andrà almeno sottratta la responsabilità del falso, riconducibile piuttosto agli ambienti fiorentini filomedicei, ostili alla forma costituzionale veneziana e alle proposte linguistiche del veneziano Bembo.

on
off
off
off
off
            indietrostampaInternet Culturale
bordo
Percorso biografico - Percorso testuale - Percorso tematico
Home "Viaggi nel testo" - Dante Alighieri - Francesco Petrarca - Giovanni Boccaccio - Baldassarre Castiglione
Ludovico Ariosto - Torquato Tasso - Ugo Foscolo - Alessandro Manzoni - Giacomo Leopardi

Valid HTML 4.01 Strict        Valid HTML 4.01 Strict