Giovanni BoccaccioBoccaccio
Home pagepercorso biograficopercorso tematicoCreditienglish version
punto
bordo
Percorso testuale   Home Page > Percorso testuale > Tra riscrittura ovidiana e romanzo psicologico > Tra riscrittura ovidiana e romanzo psicologico

Elegia di Madonna Fiammetta

Tra riscrittura ovidiana e romanzo psicologico

fotografia Composta a Firenze probabilmente tra il 1343-44 l’Elegia di Madonna Fiammetta inaugura la produzione elegiaca amorosa in lingua volgare. Modello di riferimento sono le Heroides di Ovidio, ampiamente interpolate in traduzione all’interno dell’opera, ma non si può dire estranea l’influenza di altri antecedenti latini, come la commedia elegiaca, in particolare Pamphilus, il cui protagonista ricorda nel nome l’innamorato di Fiammetta, e il De adversitate Fortunae di Arrigo da Settimello. Tra gli intertesi volgari, un ruolo particolare è giocato dalla Vita nuova dantesca, che lascia tracce rilevabili a livello lessicale, ma informa anche alcune situazioni narrative, dettando, ad esempio, le coordinate spazio-temporali del primo incontro tra gli amanti, che avviene, per Fiammetta come per Dante, in un luogo di culto e in un giorno “solenne” (I, 4[1]). La definizione di elegia del De vulgari eloquentia: II, 4 (“stilum [...] miserorum[2]) può essere addotta a ulteriore giustificazione del titolo dell’opera, se riferita al contenuto del libello piuttosto che allo stile, che non sembra conformarsi in Boccaccio ai toni bassi prescritti dal trattato dantesco.

In un lungo monologo Fiammetta racconta alle “innamorate donne”, destinatarie dell’opera, la storia del proprio amore per Panfilo. Il tono della narrazione assume i connotati dello sfogo e, al contempo, della confessione, ripercorrendo le tappe fondamentali della relazione extraconiugale fino al doloroso distacco, dovuto al trasferimento di Panfilo a Firenze. La falsa notizia del presunto matrimonio dell’amato, seguita da quella veritiera di un suo nuovo amore, conferiscono alla vicenda un tono cupo, che prepara il tentativo di suicidio di Fiammetta. La relazione dettagliata dei moti dell’animo, che costituisce il vero oggetto della narrazione, qualifica la prosa con un’attenzione introspettiva, propria del romanzo psicologico.

[1]Elegia di Madonna Fiammetta, a c. di C. Delcorno, in Tutte le opere di Giovanni Boccaccio, a c. di V. Branca, vol. 5.2, Milano 1994, pp. 28-29.

[2]Dante, De Vulgari Eloquentia, a c. di S. Cecchin, Torino 1983, p. 106.

on
            indietrostampatesto integrale Internet Culturale
bordo
Percorso biografico - Percorso testuale - Percorso tematico
Home "Viaggi nel testo" - Dante Alighieri - Francesco Petrarca - Giovanni Boccaccio - Baldassarre Castiglione
Ludovico Ariosto - Torquato Tasso - Ugo Foscolo - Alessandro Manzoni - Giacomo Leopardi

Valid HTML 4.01 Strict        Valid HTML 4.01 Strict