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Home »  Eventi e novità  »  Archivio 2010  »  23a edizione Salone Internazionale del Libro

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EVENTI E NOVITA'

Tue Nov 07 11:32:00 CET 2017

Roma, martedì 21 novembre 2017
 

Tue Nov 07 11:44:00 CET 2017

Manus Online, pubblicate 1.600 descrizioni di manoscritti dei secoli XIII e XIV

Wed Mar 08 14:03:00 CET 2017

Compila il questionario disponibile al seguente indirizzo: http://bit.ly/2lqDO2r


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Fri May 07 00:00:00 CEST 2010

23A EDIZIONE SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO

Da giovedì 13 a lunedì 17 maggio 2010 al Lingotto Fiere a Torino

Il Salone Internazionale del Libro torna con la sua ventitreesima edizione da giovedì 13 a lunedì 17 maggio 2010 al Lingotto Fiere di Torino.

La manifestazione riprende da quest’anno il nome originario di Salone, che l’ha accompagnato dalla nascita, nel 1988.

Il Salone occupa i quattro tradizionali padiglioni espositivi di Lingotto Fiere: l’1, 2, 3 e il 5, che ospita il Bookstock Village.

Le Istituzioni nazionali italiane sono rappresentate al Salone dal Miur - Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Mibac – Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero della Difesa, Senato della Repubblica e Camera dei Deputati.

Sono 11 le Regioni presenti con un proprio stand. Prima fra tutte l’Abruzzo, che ritorna dal 2004 con una gran voglia di ripartire dopo la tragedia del terremoto. E poi Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto.
Gli espositori presenti al Salone 2010, con proprio stand o all’interno di stand collettivi e istituzionali, sono oltre 1.400. Settantacinque i nuovi espositori che debuttano al Lingotto Fiere: 20 con proprio stand, 43 nell’Incubatore e 12 allo spazio Invasioni Mediatiche.

La memoria, motivo conduttore del Salone del Libro 2010
Che cosa è per noi, oggi, la memoria? Come la pensiamo, come la utilizziamo? La scelta della memoria come motivo conduttore del Salone 2010 nasce dalla constatazione di un paradosso: proprio  nel momento in cui, grazie alle nuove tecnologie, possiamo disporre di sterminate banche dati,  tanto vaste come da sfidare la nostra stessa immaginazione e capacità di gestione, ci siamo accorti che il nostro rapporto con il passato si è fatto distratto, intermittente, quasi infastidito.
Il mondo sembra appiattirsi su un presente superficiale e nevrotico, incapace di fare realmente i conti con la propria storia, persino di interessarsene.

Torna a riproporsi più forte che mai la questione del delicato rapporto fra tradizione e innovazione: che cosa conservare e cosa buttare?
Sono questi alcuni dei temi, all’incrocio fra scienza, storia, letteratura, arti, che saranno al centro degli incontri e dei dibattiti del Salone 2010, a partire dalle lectio magistralis di Gianfranco Ravasi sulle religioni del ricordo («Fate questo in memoria di me»), di Mario Botta sul delicato rapporto dialettico che l’architettura intrattiene con il passato e di registi come Giuseppe Tornatore (Ba’aria) e il francese Claude Lanzmann, autore del monumentale docu-film sulla Shoah, ma anche della travolgente autobiografia La lepre della Patagonia, sull’uso cinematografico e letterario della memoria. Sul medesimo tema anche il dialogo tra Pupi Avati e Andrea Vitali.

Già Primo Levi ci ricordava che la memoria personale va sottoposta a verifica stringente, perché tende a modificare, abbellire, «riscrivere» continuamente se stessa. Proprio a Levi e alle sue riflessioni sul caso e la fortuna in Lager è dedicata una conversazione dell’italianista inglese Robert Gordon, che dello scrittore torinese è uno degli studiosi più acuti, in dialogo con Domenico Scarpa.

Il rapporto tra Storia e memoria è oggetto della lectio magistralis di Giovanni De Luna. In che modo la memoria personale può diventare ricostruzione condivisa di un passato? Ne discute con lo stesso De Luna Benedetta Tobagi, che con il suo libro ha saputo compiere questo percorso. Un tragitto  in qualche modo affine, dal documento alla reinvenzione letteraria, è quello che illustreranno due maestri del romanzo storico italiano, Alessandro Barbero e Melania Mazzucco.
Ma è nel Novecento che si sono addensate tragedie con cui non si può smettere di fare i conti. Così la Shoah, che porta con sé anche la difficoltà di dire l’indicibile (i libri di Enrico Donaggio, Diego Guzzi e Carlo de Matteis; o il libro di Helga Schneider, La baracca dei tristi piaceri. Il sesso forzato come strategia del nazismo). O ancora le relazioni pericolose tra cultura della razza e cultura letteraria nell’Italia del Novecento (ne parlano lo storico polacco Bronislaw Backo, Luciano Canfora e Carlo Ossola). Mentre Francesco Cataluccio insegue i fantasmi della grande cultura mitteleuropea, distrutta prima dal nazismo e poi dallo stalinismo.

L’India, Paese ospite d’onore al Salone 2010
Sin dai tempi di Guido Gozzano, reporter incantato che si avventurava nelle magie e nei violenti contrasti della «cuna del mondo», e delle prorompenti reinvenzioni esotiche di Emilio Salgari, l’India ha sempre avuto un ruolo di primo piano nella fantasia collettiva degli Italiani, sino a porsi come rifugio e alterità radicale per quanti si sentono insoddisfatti dai modelli occidentali di vita e di pensiero.
All’«India degli italiani» è dedicata proprio la tavola rotonda organizzata dalla Fondazione del Banco di Sicilia sulle rappresentazioni che dell’India hanno dato gli scrittori italiani, da Salgari a Terzani, con Giovanni Tesio, Giorgio Ficara e Giuseppe Cederna. Mentre Roberto Calasso, autore di Kha, best-seller anche in India, terrà una lectio che attinge alle antiche mitologie di quel Paese, dal titolo Dalle avventure di Mente e Parola.
Serbatoio di spiritualità millenarie, di miti e di leggende, crogiuolo di civiltà e linguaggi, oggi l’India si sta affermando come seconda potenza industriale d’Asia, anche se deve affrontare drammatiche contraddizioni tra povertà e ricchezza, tradizione e modernità.

Alla letteratura, ancora una volta, il compito di interpretarle, sin da quando trent’anni fa la folgorante apparizione di Salman Rushdie ha improvvisamente rivelato un mondo letterario praticamente sconosciuto. Rispetto agli scrittori della diaspora, che raccontano le scissioni di chi, abbandonato il Paese d’origine, ha scelto di vivere in Occidente, il Salone 2010 vuole privilegiare i narratori che sono rimasti in patria, a vivere e descrivere i conflitti e le tensioni di una realtà in tumultuosa evoluzione.
Accanto a scrittrici largamente apprezzate in Occidente, come Kiran Desai e Anita Nair, ci sarà anche Vikas Swarup, il diplomatico-scrittore che ha conosciuto una fama mondiale attraverso il film Slumdog Millionaire tratto da un suo romanzo; e scrittori che affrontano coraggiosamente i guasti di uno sviluppo che accentua diseguaglianze e ingiustizie, quali Indra Sinha (che ha dedicato un romanzo al disastro di Bhophal), Tarun Tejpal (il «Saviano indiano»), Altaf Tyrewala, Kiran Nagarkar, Ambarish Satwik.

Verso il 150°: per una rilettura dei nodi irrisolti della nostra storia
A un anno dalle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, il programma del Salone intende offrire una serie di riflessioni critiche sui nodi irrisolti della storia del nostro Paese, riunite sotto il titolo «Italia controluce».

La difficoltà crescente di definire una comune identità in cui riconoscersi, le spaccature tra Nord e Sud, a partire dalle vicende della «conquista» sabauda e dalla violenta repressione del brigantaggio che le è seguita (una tavola rotonda cui partecipano Pino Aprile, Pierangelo Buttafuoco, Giordano Bruno Guerri, Massimo Nava, Marcello Sorgi).

Una tavola rotonda dedicata a Cavour illuminerà gli aspetti meno noti delle strategie dello statista piemontese, con Piero Craveri, Silvano Montaldo e lo storico francese Gilles Pécout, coordinati da Walter Barberis.

Programmi completi di tutte le sezioni del Salone e delle iniziative collaterali su www.salonelibro.it.

SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO
23A EDIZIONE

Da giovedì 13 a lunedì 17 maggio 2010
Lingotto Fiere, via Nizza 280, 10126 -Torino