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PERIODICI E RIVISTE PREUNITARIE

Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane (Iccu) - Roma

Nella raccolta sono digitalizzate integralmente oltre sessanta testate, edite tra gli ultimi decenni del Settecento e i primi dell’Ottocento e presenti prevalentemente presso la Biblioteca nazionale centrale di Roma, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea di Roma, la Biblioteca universitaria di Pisa.
Nel Seicento e nel Settecento erano molto diffusi i giornali letterari o scientifici-letterari che nascevano nell’ambito di accademie e si rivolgevano ad un pubblico esiguo e selezionato. Il più antico, Il giornale de’ letterati, è uno dei primi esempi di periodico italiano fondato il 28 gennaio 1668 a Roma. Tra i più noti La frusta letteraria, periodico quindicinale pubblicato tra il 1763 e il 1765, diretto e scritto quasi interamente da Giuseppe Baretti che, con lo pseudonimo di Aristarco Scannabue, ottenne un grande successo soprattutto per le spietate polemiche e i toni accesi nei confronti di numerosi letterati suoi contemporanei o del passato.
La Rivoluzione francese diede un notevole impulso alla stampa periodica italiana che divenne strumento di diffusione delle nuove idee che provenivano da Oltralpe.
Nel 1798 nasce Il monitore italiano, giornale politico milanese che si fece portavoce delle aspirazioni libertarie italiane, condannò duramente il trattato di Campoformio ed assunse in generale una posizione critica nei confronti dei francesi e dei loro servili sostenitori, accusando il governo della Cisalpina di ostacolare la libertà e l'indipendenza dell'Italia.
Il giornalismo italiano, nel periodo che segue la Restaurazione, vide un forte controllo sulla stampa da parte delle monarchie. Ma le nuove idee potevano essere espresse attraverso i fogli letterari e culturali, come ad esempio Il Conciliatore, periodico statistico-letterario vicino alle idee romantiche di Madame de Staël, che uscì dal 1818 al 1819, quando fu costretto alla chiusura.