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Home »  Collezioni  »  Codici musicali trentini del Quattrocento

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Fri Sep 15 12:06:00 CEST 2017

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Wed Mar 08 14:03:00 CET 2017

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CODICI MUSICALI TRENTINI DEL QUATTROCENTO

Biblioteca del Castello del Buonconsiglio – Monumenti e Collezioni provinciali - Trento

Si tratta di sette imponenti volumi con notazione musicale, che contengono quasi duemila composizioni a più voci in uso nelle corti e nelle cattedrali europee lungo tutto il Quattrocento. Di essi sei sono oggi conservati al Castello del Buonconsiglio di Trento, mentre uno, ora nella Biblioteca capitolare, è conservato presso l’Archivio diocesano Tridentino. Raccolgono prevalentemente musica sacra per la liturgia cattolica (Messa e Ufficio). Complessivamente i sette codici tramandano 1834 composizioni musicali quattrocentesche a più voci (solitamente tre o quattro). In prevalenza si tratta di composizioni liturgiche: circa 800 sezioni dell’Ordinario della Messa (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus), circa 400 brani del Proprio della Messa (Introiti, Graduali, Alleluia, Offertori, Communiones e Sequenze), 480 composizioni liturgiche principalmente per l’Ufficio (mottetti, antifone, Magnificat, inni, Benedicamus e responsori) e infine circa 150 composizioni profane (Lieder, rondeaux, ballades, bergerettes), spesso con il solo incipit del testo o con un testo sacro latino aggiunto (il cosiddetto contrafactum), da far utilizzare ai bambini della scuola come facile canto processionale o didattico ma anche chansons profane, talvolta trasformate in facili canti sacri con l’aggiunta di testi latini. L’autore più rappresentato nei codici, con oltre cento composizioni musicali, è Guillaume Du Fay (circa 1400-1474), certamente il più celebre maestro della scuola franco-fiamminga. Più di cinquanta composizioni sono poi da attribuire al suo contemporaneo Gilles de Bins detto Binchois. Il gruppo di autori di origine franco-fiamminga, che lavoravano in molte corti europee, è il più nutrito, ma notevole è anche la presenza di compositori inglesi. Rari sono gli autori italiani. Moltissime composizioni sono però tramandate anonime.