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Home »  Collezioni  »  Manoscritti vivaldiani nelle raccolte Foà e Giordano

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MANOSCRITTI VIVALDIANI NELLE RACCOLTE FOÀ E GIORDANO

Biblioteca nazionale universitaria - Torino

Le Raccolte Foà e Giordano sono note a livello internazionale soprattutto per la presenza di 27 volumi manoscritti quasi interamente autografi di Antonio Vivaldi (Venezia, 1678 - Vienna, 1741). Si tratta in gran parte di manoscritti di composizione, anche se non mancano belle copie autografe, manoscritti parzialmente autografi e copie di altre mani. In essi sono rappresentati tutti i generi in cui il compositore ha operato: vi si trovano le partiture di opere teatrali, serenate e  gran parte delle cantate e delle composizioni vocali sacre, mentre i numerosissimi brani strumentali testimoniano tipologie sconosciute altrove. I 27 tomi vivaldiani erano appartenuti originariamente al collezionista veneziano Jacopo Soranzo (1686-1750 circa). Alla morte di questi la sua immensa raccolta libraria, che contava oltre 4.000 manoscritti, era stata divisa fra due rami della famiglia e poi venduta. Fu Giacomo Durazzo (1717-1794), ambasciatore della corte viennese presso la Repubblica di Venezia, ad entrare in possesso di questa raccolta in cui erano presenti i manoscritti vivaldiani. Solo in seguito a successive e alterne vicende, essi pervennero alla Biblioteca Nazionale di Torino e risultano collocati nelle Raccolta Mauro Foà, giunta alla biblioteca nel 1927, e nella Raccolta Renzo Giordani, giunta alla biblioteca nel 1930.