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CARTEGGI DEL PADRE CAMALDOLESE MATEMATICO GUIDO GRANDI

Biblioteca universitaria - Pisa

Il padre camaldolese Guido Grandi (Cremona 1671 – Pisa 1742) entrò nel 1687 nel monastero camaldolese di Sant’ Apollinare in Classe. Dopo una formazione prettamente umanistica venne a contatto con gli studi matematici a Santa Maria degli Angeli, dove nel 1694 venne nominato lettore di filosofia. Nel 1700 entrò nel monastero pisano di San Michele in Borgo e gli fu conferita dal granduca toscano una lettura straordinaria di filosofia a Pisa, dove restò da allora in poi rifiutando proposte sia da parte di altre università sia della Curia romana. Affiancò sempre l'insegnamento filosofico a quello della matematica, aprendosi anche a corsi di meccanica, ottica, idraulica ed astronomia e lasciandoci, oltre alla corrispondenza con gli scienziati più prestigiosi di tutta Europa, una produzione letteraria, specie nella storia ed agiografia camaldolese, e scientifica ampia e non ancora completamente studiata. Inoltre Grandi coltivò anche interesse per la musica.
Il materiale librario appartenuto al padre, testimone della vastità dei suoi interessi e dello studio accurato che egli profuse in questa ampia gamma di materie scientifiche, rimasto relativamente compatto, è pervenuto alla Biblioteca universitaria in seguito alla soppressione nel 1783 del monastero dei Camaldolesi di San Michele in Borgo.
Del complesso del suo carteggio, invece, in parte digitalizzato dalla biblioteca, sono pervenute ad essa circa 4.000 lettere, testimonianza anch’esse dell'importanza, della statura scientifica e dell’ecletticità di interessi del padre il quale corrispose con scienziati quali Alessandro Marchetti, Antonio Magliabechi, Eustachio Manfredi e Antonio Vallisneri considerati tra i più illuminati del loro tempo.