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Home »  Collezioni  »  Raccolta stampe e disegni della Biblioteca Casanatense

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RACCOLTA STAMPE E DISEGNI DELLA BIBLIOTECA CASANATENSE

Biblioteca Casanatense - Roma

La Casanatense conserva una pregevolissima raccolta di incisioni che affonda le sue radici nella biblioteca personale del cardinale Casanate, dal cui nome e patrimonio la Biblioteca - inaugurata nel 1701 - trae origine. Durante gli anni questo fondo venne costantemente incrementato grazie alla politica di acquisti dei Prefetti ma anche in virtù di alcune circostanze, quali ad esempio la soppressione di numerosi conventi durante l’occupazione francese (1799-1804), che offrì alla Casanatense l’opportunità di incamerare le loro raccolte; lasciti testamentari, come quello dell’abate Antonio Ricci, finalizzato proprio all’acquisto di “opere di belle arti”; e soprattutto il privilegio concesso nel 1831 da papa Gregorio XVI, che disponeva la consegna gratuita alla Casanatense delle stampe prodotte dalla Calcografia Camerale, disposizione che cessò nel 1870.
Il nucleo più antico della collezione è sistemato in volumi in folio con legature sei-settecentesche e, per la maggior parte, in album a rilegatura meccanica, in cui le incisioni sono raggruppate secondo criteri cronologici, tematici o di derivazione.
Nella raccolta sono ampiamente rappresentati i maggiori incisori italiani a partire dal secolo XVI: Marcantonio Raimondi e la sua scuola, le scuole mantovana, bolognese e genovese e inoltre Salvator Rosa, Stefano Della Bella, Piranesi, Pinelli, per citare solo alcuni nomi. Considerevole è anche il numero delle opere di maestri stranieri con prevalenza della scuola tedesca e fiamminga: Albrecht Durer, Hans Baldung Grien, Hendrik Goltzius, Lucas van Leyden, i Bloemaert, i Wierix, i Collaert, i Sadeler. Anche la scuola francese è rappresentata con le invenzioni di Jacques Callot e dei paesaggisti Perelle e Silvestre.
Per motivi di tutela, di fruizione e di diffusione la Biblioteca Casanatense ha ritenuto opportuna e indispensabile la digitalizzazione (con produzione di metadati) di questo nucleo antico – con collocazione 20.B.I – che ha prodotto circa 10.000 immagini, oggi consultabili online.