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CATALOGO DELLA BIBLIOTECA DEL CONVENTO DI SANTA MARIA IN ARACOELI DI ROMA

Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma

La biblioteca del convento dei francescani di Santa Maria in Aracoeli, biblioteca Eborense, è una delle sessantanove biblioteche che, in seguito alla legge di soppressione delle corporazioni religiose e alla confisca dei loro beni, attuata per Roma con la legge n. 1402, del 19 giugno 1873, furono trasferite, a partire dal 1874, prima presso il convento domenicano della Minerva, poi presso il Collegio romano dei Gesuiti, a formare il primo nucleo della nuova biblioteca nazionale del Regno d’Italia. A causa di una controversia legale sorta fra Italia e Portogallo, che ne rivendicava la proprietà agli eredi di colui che nel 1733 l’aveva rifondata, Josè Maria Fonseca de Evora, la biblioteca fu trasferita solo nel 1883, sotto precise condizioni.
La collezione doveva rimanere unita e per questo furono trasferiti e ricomposti al Collegio romano, in una sala attigua alla Crociera, dove tutt’oggi si trovano, gli scaffali che la contenevano. Fu deciso di utilizzare i cataloghi originali, oggi nel fondo Antichi cataloghi della Biblioteca nazionale centrale, aggiungendo accanto alle circa 23.000 registrazioni bibliografiche, in rosso, nel margine interno, la collocazione acquisita nella nuova sede, collocazione che ancora oggi i volumi conservano. È per questo che la biblioteca aracelitana, di circa 20.000 volumi, è l’unica che, all’interno delle collezioni della biblioteca nazionale centrale, a differenza delle altre i cui volumi furono uniti e riordinati per formato, può essere facilmente ricostruita. Altri antichi cataloghi provenienti dalla biblioteca aracelitana sono i numeri 17, 47, 48.