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LIBRI ANTICHI DELLA BIBLIOTECA CIVICA PIETRO ACCLAVIO

Biblioteca civica Pietro Acclavio - Taranto

Sono stati selezionati circa 100 testi antichi, digitalizzati nel 2008 nell’ambito del progetto Bibljorete, all’interno del patrimonio librario antico dell’Acclaviana: libri di interesse storico locale, opere scritte da autori tarantini e in particolare testi che trattano della città, della sua storia e del suo santo patrono, San Cataldo. Tra queste si evidenziano De antiquitate et varia tarentinorum fortuna di Giovan Giovine (1589), Glorie di guerrieri e di amanti in nuova impresa della città di Taranto del medico poeta Cataldantonio Mannarino (1596), Cataldiados ad cives suos (1614) e le due tragedie La Giustina (1634) e Irena (1637) di Bonaventura Morone, Delle delizie tarantine (1771) prima edizione curata e tradotta dal latino da Cataldantonio Atenisio Carducci opera postuma di Tommaso Niccolò D’Aquino, di cui la biblioteca possiede 4 esemplari, Descrizione topografica di Taranto con quella dei suoi due mari ... di Giovanni Battista Gagliardo (1811).
Tra le cinquecentine si annoverano opere di autori classici quali Ovidio (1518, 1586), Virgilio (1531), Plinio il giovane (1534, 1559), Ariosto (1582). Alcuni libri trattano di medicina: De rimedi naturali che sono nell'isola di Pithecusa; hoggi detta Ischia di Giulio Iasolino (1588), l’imponente opera, riccamente illustrata, di Pietro Andrea Mattioli (1674) e De arte gymnastica del medico tarantino Niccolò Valentini (1746). Dai volumi di Allegazioni raccolte dal giureconsulto Domenico Acclavio, padre di Pietro a cui è dedicata la civica biblioteca tarantina, ne sono state digitalizzate alcune settecentesche sulla storia di Taranto e di Martina Franca. Completano la collezione cinque incunaboli posseduti dalla biblioteca: 4 volumi di due edizioni della Bibbia latina postillata da Nicolaus de Lyra (1482-1483 e 1489) e La Città di Dio di S. Agostino.