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Alla Biblioteca Medicea Laurenziana in esposizione oltre 70 opere tra pezzi rari e antichi, papiri, manoscritti, carte geografiche, disegni, incisioni e acquerelli


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RICETTARI MEDICI

Biblioteca Biomedica. Università degli Studi - Firenze

Ricettari e farmacopee sono strumenti importanti per conoscere l’evoluzione storica delle Scienze farmaceutiche e il progredire della produzione medicinale attraverso i secoli. Inizialmente erano i singoli medici a compilare i testi farmaceutici, diffondendo in tal modo il proprio sapere e la propria esperienza; ben presto furono sovrani e organizzazioni corporative che presiedevano all’esercizio professionale a sostenere la necessità di regolamentare l’attività medica e l’arte farmaceutica, unificando i metodi di preparazione dei medicinali e di cura. Ebbe inizio la pubblicazione di antidotari, di ricettari e, successivamente, di Farmacopee che ben presto divennero degli efficaci strumenti di controllo e di indirizzo per la professione farmaceutica, fornendo ad essa una qualificazione scientifica e delineando la figura dello speziale che, pur rimanendo sempre subordinato al medico, accettava un proprio codice deontologico che riportava la corretta composizione dei medicamenti e l’elenco di quelli approvati. Grande importanza ebbe il Ricettario fiorentino che dal 1498 al 1789 ebbe numerose edizioni e ristampe. La redazione è affidata al Collegio medico di Firenze dai Consoli dell’Arte dei medici e degli speziali che aveva autorità sui medici e gli speziali della città e del contado. Il Ricettario fiorentino può essere considerato la prima Farmacopea pubblica come oggi l’intendiamo, cioè un libro scritto per ordine delle autorità che indicava i medicamenti da conservarsi nelle farmacie e le regole cui attenersi nella preparazione dei farmaci, fornendo così una specie di codice che, tutelando la salute pubblica, servisse da guida ai medici e ai farmacisti. Al concetto di ufficialità introdotto dal Ricettario si ispirarono tutte le successive le Farmacopee pubblicate sia su territorio italiano sia all’estero.