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Home »  Collezioni  »  Codici decorati braidensi dei secoli 13.-17.

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Un anno per scoprire il nostro patrimonio culturale, in tutte le sue manifestazioni materiali, immateriali e digitali, quale espressione della diversità culturale europea ed elemento centrale del dialogo interculturale

Tue Nov 07 11:44:00 CET 2017

Manus Online, pubblicate 1.600 descrizioni di manoscritti dei secoli XIII e XIV


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CODICI DECORATI BRAIDENSI DEI SECOLI 13.-17.

Biblioteca nazionale Braidense - Milano

I manoscritti digitalizzati dalle raccolte Braidensi sono stati scelti tra quelli più importanti provenienti dai fondi costitutivi della Biblioteca. Apparteneva alla collezione del conte Carlo Pertusati, presidente del Senato milanese, la Geografia di Francesco Berlinghieri (AC.XIX.44), allestita per Lorenzo il Magnifico, il codice miniato quattrocentesco della Leggenda di Josaphat e Barlaam (AC.XI.37), trasposizione cristianizzata di una leggenda buddista, Bibbie miniate e Libri d’ore. Del Collegio Gesuita di Brera era la Legenda aurea di Jacopo da Varagine datata 1493 (AE.XIV.19-20), mentre dalla Biblioteca del Ministro plenipotenziario della Lombardia, Carlo Firmian, vengono due altri Uffici mariani (AC.VIII.28 e 32). Successivamente alle soppressioni degli ordini religiosi pervennero alla Braidense altri manoscritti liturgici, già della Certosa milanese di Garegnano, come il Graduale Carthusianum (AD.XII:20) e della Certosa di Pavia, come il Missale ad usum Ordinis Carthusiensis (AG.XII.1) e le Bibbie, e, dal Monastero di Santa Giustina di Padova, un codice fiorentino miniato della terza cantica della Divina Commedia, con i commenti di Jacopo della Lana (AG.XII.2). Nella collezione è presente un’altra Divina Commedia miniata (AC.XIII.41).

Sono inoltre rappresentate anche le acquisizioni più recenti degli anni Trenta del Novecento, dovute al mecenatismo del conte Paolo Gerli, che donò alla Biblioteca Braidense la collezione di libri liturgici dei Borbone di Parma, e dell’ingegner Daniele Castiglioni, che acquistò un piccolo gruppo di manoscritti persiani di cui due esemplari sono digitalizzati (Castiglioni 22 e 23), oltre a un esemplare quattrocentesco del Viaggio a Gerusalemme di Niccolò da Poggibonsi (Castiglioni 5) e un codice del 1343, il Libro degli ammaestramenti degli antichi di Bartolomeo da San Concordio (Castiglioni 3).