Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale|Corpo della pagina

Internet Culturale: cataloghi e collezioni digitali delle biblioteche italiane

Il mio spazio personale:

Registrati ora! | Dimenticata la password?
Ricerca:

Cataloghi Biblioteca digitale Fulltext Sito web

Home »  Collezioni  »  Manoscritti di Statuti della Biblioteca di Scienze sociali (sec. 16.-19.). Università degli Studi - Firenze

Menu della sezione


Temi:


EVENTI E NOVITA'

Tue Jan 16 10:54:00 CET 2018

Un anno per scoprire il nostro patrimonio culturale, in tutte le sue manifestazioni materiali, immateriali e digitali, quale espressione della diversità culturale europea ed elemento centrale del dialogo interculturale


Bookmark and Share

Pagina dei contenuti


MANOSCRITTI DI STATUTI DELLA BIBLIOTECA DI SCIENZE SOCIALI (SEC. 16.-19.). UNIVERSITÀ DEGLI STUDI - FIRENZE

Biblioteca di Scienze sociali. Università degli Studi - Firenze

La collezione di manoscritti di statuti fa parte della Biblioteca del Collegio degli avvocati di Firenze, composta di circa 12.600 volumi pervenuti in donazione nel 1940 dal Collegio degli avvocati. Il fondo, già concesso in comodato all'Università di Firenze al momento dell'istituzione della Facoltà di giurisprudenza nel 1924, rappresentò il primo nucleo della Biblioteca giuridica.
Comunemente indicata come 'Fondo antico', la collezione si è costituita nel corso del tempo attraverso le donazioni di biblioteche private dei giureconsulti fiorentini, nate in massima parte per esigenze di esercizio della professione, come testimoniano le numerose annotazioni manoscritte presenti.
Nel fondo si contano incunaboli, oltre 1500 edizioni del 16. secolo, circa 2400 edizioni del 17. secolo e alcune decine di manoscritti di statuti di comuni e di corporazioni, copie di documenti di età medievale o moderna realizzate tra i secoli 16. e 19., alcune con fitte annotazioni marginali di più mani. La digitalizzazione dei manoscritti si pone fondamentalmente tre obiettivi: innanzitutto quello di offrire agli storici del diritto fonti preziose per lo studio del “diritto proprio” e della sua evoluzione dal medioevo agli inizi dell’Ottocento; quindi di salvaguardare i testi tramandati, prima che l’inevitabile deterioramento dei supporti li renda illeggibili: alcuni manoscritti presentano infatti scritture scolorite, carte che lasciano intravedere sul recto la scrittura del verso, fori causati dall’acidità degli inchiostri; il terzo obiettivo, infine, è quello di rendere noto e valorizzare il più possibile il preziosissimo patrimonio documentario posseduto, per poterlo trasmettere alle future generazioni.