Dal 14 al 16 giugno 2013 sesta edizione del Festival di letteratura dedicato ai ragazzi che leggono
La raccolta contiene circa ottanta autografi verdiani ritrovati in maniera fortunosa e assemblati nel 1913 da Ercole Alberghi. Nell'album i documenti manoscritti si alternano a documenti iconografici come acquerelli, carboncini, ritratti fotografici, vignette, caricature, ritagli di stampa, figurine, cartoline postali, francobolli, persino confezioni di dolciumi con l'effigie di Verdi.
La raccolta copre l'arco temporale dall'inizio del XIX secolo ai nostri giorni e costituisce la maggior raccolta specializzata del settore oggi esistente in Italia. La raccolta esemplifica l'intero panorama dell'informazione di argomento musicale e musicale/teatrale, annoverando tutte le testate italiane più significative.
I 10 codici di Balletti di corte sabaudi contengono le scene e i costumi realizzati per le feste di corte organizzate presso la corte sabauda nel XVII secolo nonché le musiche delle arie danzate. Si trattava di spettacoli, riservati alla nobiltà, attraverso i quali il sovrano manifestava il proprio potere.
A Trento è conservata una collezione unica al mondo. I sette codici musicali trentini del Quattrocento sono la più vasta collezione esistente di composizioni musicali polifoniche del XV secolo.
La raccolta digitale della sezione musicale della Biblioteca nazionale di Firenze si caratterizza perché documenta la produzione editoriale sia di musica colta che di musica leggera e popolare e riguarda principalmente il primo Novecento, non più coperto da diritti di copyright.
L'Archivio storico Ricordi conserva gli originali di 23 delle 28 opere scritte da Verdi, tutte le opere di Puccini (con la sola eccezione di Rondine), nonché il ricchissimo patrimonio iconografico legato alle prime rappresentazioni, il fondo epistolare e una ricchissima documentazione, che permette di ricostruire la genesi dei loro capolavori.
Il progetto di digitalizzazione riguarda tutte le partiture autografe del musicista bavarese Johann Simon Mayr presenti nel fondo che, con i suoi 3500 pezzi musicali prevalentemente manoscritti, costituisce il nucleo più importante di tutte le musiche conservate negli istituti pubblici di Bergamo.
Si tratta di componimenti eseguiti dall'orchestra dell'Accademia filarmonica romana: due cantate custodite in forma manoscritta e due melodrammi.
Il fondo cd presente nella collezione dell’Icbsa è composto da migliaia di documenti a testimonianza della cultura musicale del secolo XX ed è stato quasi del tutto digitalizzato.