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Tue Nov 07 11:32:00 CET 2017

Roma, martedì 21 novembre 2017
 

Tue Nov 07 11:44:00 CET 2017

Manus Online, pubblicate 1.600 descrizioni di manoscritti dei secoli XIII e XIV

Wed Mar 08 14:03:00 CET 2017

Compila il questionario disponibile al seguente indirizzo: http://bit.ly/2lqDO2r


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MUSEO DONIZETTIANO - BERGAMO

Indirizzo: Via Arena, 9 - 24129 Bergamo
Telefono: +39 035 247116
Fax: +39 030 3750295
Email: info@bergamoestoria.it
Sito web: http://fondazione.bergamoestoria.it/museo_donizettiano.aspx
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Il Museo donizettiano, gestito oggi dalla Fondazione Bergamo nella storia, viene inaugurato nel 1906 e riunisce in un'unica collezione i cimeli posseduti dalla baronessa Giovanna Ginevra Rota Basoni Scotti e le testimonianze di proprietà del Comune di Bergamo inerenti la vita e l’attività artistica del compositore Gaetano Donizetti (1797-1848).
Il Museo, ospitato in quella che fu la Sala del Consiglio della Misericordia Maggiore di Bergamo nel Palazzo tutt’oggi esistente di via Arena, venne aperto al pubblico dopo che l’Ente benefico ebbe accolto due importanti donazioni: la preziosa raccolta di cimeli donizettiani della baronessa Giovanna Ginevra Rota Basoni Scotti e gli arredi della stanza in cui il compositore bergamasco morì, di proprietà di Cristoforo Scotti. La famiglia Rota Basoni Scotti ospitò il musicista malato negli ultimi mesi della sua vita.
La donazione seguì il grande successo tributato dalla cittadinanza alla mostra voluta per celebrare il primo centenario della nascita del compositore nel 1897 e fu vincolata dalla famiglia Scotti alla fondazione di un Museo donizettiano. La nuova istituzione museale si poté attuare compiutamente anche grazie al deposito della ricca raccolta di cimeli e documenti di proprietà comunale, in gran parte conservati sino allora presso la Civica biblioteca Angelo Mai.
Grazie all’infaticabile opera di ricerca e valorizzazione dei materiali conservati, svolta dal primo longevo conservatore, il parmense Guido Zavadini, il patrimonio poté essere incrementato: particolarmente significativi il prezioso archivio e la stesura, nel 1936, del primo catalogo del museo.