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Home »  Partner  »  Biblioteca diocesana S. Tommaso D'Aquino - Piedimonte Matese (CE)

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EVENTI E NOVITA'

Tue Nov 07 11:32:00 CET 2017

Roma, martedì 21 novembre 2017
 

Tue Nov 07 11:44:00 CET 2017

Manus Online, pubblicate 1.600 descrizioni di manoscritti dei secoli XIII e XIV

Wed Mar 08 14:03:00 CET 2017

Compila il questionario disponibile al seguente indirizzo: http://bit.ly/2lqDO2r


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BIBLIOTECA DIOCESANA S. TOMMASO D'AQUINO - PIEDIMONTE MATESE (CE)

Indirizzo: Via Angelo Scorciarini Coppola, 234 - 81016 Piedimonte Matese (CE)
Telefono: +39 0823 786166
Fax: +39 0823 543233
Email: info@bibliodac.it
Sito web: http://www.bibliodac.it/
Sala lettura

La Diocesi di Alife-Caiazzo, unione delle antiche Diocesi di Terra di Lavoro di Alife e Caiazzo già esistenti nel 5. secolo, è erede di un patrimonio culturale archivistico e bibliotecario unico per il vasto territorio dell’Alto Casertano e la Valle del Volturno.
La Diocesi promuove le sue attività culturali attraverso la Biblioteca diocesana San Tommaso d’Aquino, che inaugurata nel dicembre 2001 è aperta al pubblico regolarmente, cataloga in SBN e recentemente ha promosso attività di digitalizzazione e pubblicazione del suo patrimonio bibliografico. Dal 2003 la Biblioteca, già intitolata “Biblioteca Seminario-Istituto delle scienze religiose” annessa all’Istituto di Scienze religiose di Piedimente Matese, cambia il suo nome con quello attuale.
Il patrimonio bibliografico è costituito da ca. 30 mila volumi di cui 10.164 sono le edizioni antiche. La biblioteca fonda le sue radici nell’opera del vescovo Pietro Paolo De Medici con la fondazione del seminario nel 1696 per “rispondere alle esigenze degli studi superiori di Teologia e Filosofia”. Nel 19. secolo si arricchisce del patrimonio della soppressa Biblioteca dei Cappuccini di Piedimonte, e dei fondi appartenuti a mons. Di Giacomo e al prof. Giacomo Vitale. Del primo sono gli atti del Parlamento Subalpino e poi italiano raccolti dal 1848 e miscellanee di economia, diritto, arte, letteratura e storia, a partire dal ‘500. Al secondo si deve la ricchezza bibliografica nel settore letterario (storie letterarie di Vallardi, Prampolini, Pompeiati, le opere di Carducci e la sezione sociale con le opere del Murri, di Giustino Fortunato e di don Sturzo.