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Internet Culturale: cataloghi e collezioni digitali delle biblioteche italiane

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I luoghi della Memoria Scritta.
Le Biblioteche Italiane tra tutela e fruizione

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LA STORIA

Domenicani ed Agostiniani, Ordini religiosi protagonisti del dibattito teologico negli anni della Riforma e della Controriforma, sono anche i promotori di due importanti biblioteche sorte a Roma tra il '500 e il '600: la Biblioteca Angelica e la Casanatense.
La giovane arte della stampa, originariamente osteggiata dal clero, rivela progressivamente la sua potenzialità di straordinario strumento di diffusione e di propaganda religiosa. Inoltre, nel XVII sec., il campo della conoscenza si allarga, mutano i metodi di ricerca ed alle materie umanistiche, letterarie e filosofiche si aggiungono gli studi scientifici, con il conseguente aumento del numero di pubblicazioni.
Tra il XVI e il XVII sec., le biblioteche, aprendosi al pubblico, assumono il compito
di offrire materiali e strumenti per favorire il dibattito e la circolazione delle conoscenze.

I LUOGHI

Roma, Biblioteca Angelica, salone settecentesco

Roma, Biblioteca Angelica, salone settecentesco
La Biblioteca Angelica, nel 1614 , fu la prima in Italia ad essere aperta al pubblico senza limitazione di stato e di censo. Deve il suo nome al fondatore, Angelo Rocca, Vescovo agostiniano già responsabile della Tipografia Vaticana, che negli ultimi anni del XVI secolo affidò la sua collezione di volumi ai frati del convento di Sant'Agostino di Roma. L'attuale patrimonio librario dell'Angelica, comprendente la preziosa biblioteca del Card. Passionei, è ricco di oltre 200.000 volumi, tra cui 2700 manoscritti greci e latini, circa 1000 incunaboli e 20000 cinquecentine. La dotazione riguarda soprattutto le opere sul pensiero di Sant'Agostino, l'attività dell'Ordine agostiniano, la storia della Riforma e della Controriforma e, negli ultimi anni, la letteratura italiana.

Roma, Biblioteca Casanatense

Roma, Biblioteca Casanatense
Il cardinale Girolamo Casanate ( 1620-1700) lasciò oltre 25.000 volumi e una cospicua rendita in denaro all'Ordine dei padri domenicani, che riuscirono ad organizzare, con una accorta politica di acquisti, doni e cambi, una delle più complete raccolte di fondi antichi esistenti in Italia. Il continuo afflusso di libri e di manoscritti, particolarmente intenso nel sec. XVIII, fece della Casanatense la terza biblioteca ad essere aperta al pubblico in Italia, nel 1701, dopo l'Ambrosiana di Milano e l'Angelica di Roma, con carattere principalmente teologico e religioso. Tra i tesori conservati: un esemplare di "Exultet", rotolo miniato del medioevo meridionale (sec.XII), un gruppo di manoscritti appartenenti all'Ordine dei Templari, codici di argomento medico dei secoli XIII e XIV tra cui la Chirurgia attribuita tra il 1210 e il 1250 al maestro Rolando della Scuola Salernitana di medicina, il Tacuinum sanitatis, vero compendio di scienza naturale con le descrizioni di piante, animali e minerali e riferimenti alle loro virtù mediche e terapeutiche, e il Theatrum sanitatis, enciclopedia medica del sec. XV.
La Casanatense si potenziò con l'acquisizione di intere biblioteche, come quella di padre Giacomo Ricci, iniziatore delle missioni cattoliche in Cina, considerato a ragione il primo sinologo italiano nonché le raccolte disperse dopo la soppressione dell'Ordine dei Gesuiti nel 1773.
Negli ultimi decenni, la Casanatense ha accentuato la propria specializzazione nelle discipline che richiamano la sua origine: storia delle religioni e della Chiesa, teologia, filosofia e musica.
Appartiene all'istituto il più ricco fondo di opere musicali, manoscritte e a stampa, tra cui i manoscritti musicali di Nicolò Paganini, (1782-1840) in gran parte inediti e comprendenti quasi l'intera opera dell'artista.


Roma, Biblioteca Vallicelliana


Roma, Biblioteca Vallicelliana
L'origine della Biblioteca Vallicelliana di Roma è strettamente connessa alla storia di San Filippo Neri, fondatore della Congregazione dell'Oratorio. Tra le regole fissate dal fondatore c'era "la lettura durante una parte del pasto". Il nucleo librario originario della biblioteca appartenne al Santo, al quale si aggiunsero successivamente i fondi donati da Achille Stazio, umanista portoghese entrato in relazione con San Filippo. Tra la fine del' 500 e l'inizio del '600 Francesco Borromini, incaricato di ideare l'intero complesso della Congregazione, progettò il grande salone di lettura. Attualmente la Vallicelliana conserva oltre 2500 manoscritti fondamentali per la storia della Chiesa, per la cultura letteraria, per le scienze astronomiche e matematiche; un fondo antico a stampa di circa 40.000 volumi collocati per la maggior parte nel Salone Borromini e fondi speciali, tra cui una raccolta di fotografie su Roma.


I TESORI

Manoscritto

Manoscritto 1474 della Biblioteca Angelica: Pietro da Eboli, De Balneis Puteolanis.

Il codice contiene il carme di Pietro da Eboli. De Balneis Terrae Laboris, sulle acque termominerali della zona tra Napoli e Baia, più noto sotto il titolo De Balneis Puteolanis.
Il codice angelicano è il più antico esistente, probabilmente di solo mezzo secolo più tardo di quello originale ed è riccamente illustrato.
 


Manoscritto

Manoscritto 4182 della Biblioteca Casanatense: Theatrum sanitatis

Il Theatrum Sanitatis, attribuito al medico arabo Ububchasym de Baldach, fa parte del  Fondo casanatense dal 1773. E’ un codice membranaceo del secolo XV, vergato in scrittura gotica,  prodotto nell’ Italia settentrionale in area lombarda, corredato di 208 tavole finemente miniate che illustrano una sorta di enciclopedia medica dalle nozioni spicciole sulla salute, la dietetica e la vita quotidiana, con poche righe di testo a piè di pagina. Appartiene ad una ben precisa produzione artistico-letteraria,  tardo-medievale, i Tacuina e i Theatra sanitatis, ricca di precetti che riguardano una corretta igiene di vita la cui origine risale ai più antichi erbari, bestiari e lapidari, come pure ai testi di Plinio, Dioscoride, Galeno e Avicenna.

Manoscritto

Manoscritto 459 della Biblioteca Casanatense: Historia Plantarum

Questo codice, eseguito per il re Venceslao di Lussemburgo e appartenuto poi alla raccolta libraria di Mattia Corvino, re d'Ungheria, contiene un'enciclopedia di scienza naturale nella quale sono descritte piante, animali e minerali con particolare riferimento alle loro qualità mediche e terapeutiche: si tratta di una compilazione araba di varie fonti greche, tra le quali spicca Dioscoride, che riflette perciò quella che era la dottrina ufficiale del tempo.