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 GIORDANO BRUNO 1548 - 1600

Gli anni del Convento
 

Il 16 giugno 1566 Bruno, poco più che diciassettenne, entra come novizio assumendo il nome di Giordano nel convento domenicano di S. Domenico Maggiore a Napoli, noto per l’alto livello dell’insegnamento universitario che vi era impartito. L’entrata in convento gli permette, quindi, di seguire un regolare corso di studi; tra gli anni 1566-1570 frequenta i corsi di retorica, dialettica, metafisica e filosofia naturale, mentre gli anni 1570-1575 saranno dedicati allo studio della teologia, disciplina in cui perverrà alla laurea nel luglio del 1575. Ampie sono anche le letture effettuate durante il periodo conventuale, favorite dalla ricchezza dei fondi della biblioteca annessa a S. Domenico Maggiore e concentrate in primo luogo sulle opere di Aristotele e dei grandi maestri domenicani, in primo luogo Tommaso d’Aquino, che proprio a S. Domenico Maggiore aveva insegnato ed abitato nell’ultimo periodo della sua vita.
Gli undici anni trascorsi in convento sono però anche anni di profonda inquietudine interiore, caratterizzati da dubbi dottrinali in particolare sul culto dei santi e sul dogma della Trinità, tensioni con i superiori ed infrazioni disciplinari. Agli inizi del 1576 il provinciale domenicano avvia un processo nei confronti di Bruno, che nel mese di febbraio si reca a Roma per chiarire la propria posizione con il procuratore dell’Ordine. Nel venire però a sapere che le accuse a suo carico si vanno aggravando anche in seguito al ritrovamento a Napoli di alcuni suoi volumi di opere di Padri della Chiesa commentati da Erasmo da Rotterdam (1466-1536), autore caro a Bruno, ma la cui lettura era fermamente condannata dalla Chiesa matura la decisione di fuggire da Roma e di deporre l’abito religioso. E’ questo l’inizio della lunga peregrinazione che condurrà il filosofo nolano in buona parte dell’Italia e dell’Europa.



           

Breviarium Praedicatorum

Breviarium Praedicatorum (Venezia, 1573)
L’Ordine noto anche come Ordine dei Predicatori venne fondato nel 1206 da S. Domenico di Guzmán. Di grande tradizione nel campo degli studi, tra i numerosi teologi e filosofi che vi fiorirono spiccano i nomi, nel secolo XIII, di Alberto Magno e Tommaso d’Aquino.

 

Napoli, Largo di S. Domenico Maggiore

Napoli, Largo di S. Domenico Maggiore (incisione, sec. XVIII)
Nell’edificio del Convento di S. Domenico Maggiore è ancora visitabile la cella in in cui visse Tommaso d’Aquino. Vi è inoltre conservata la bolla originaria del 1567 con cui Pio V lo proclamò Dottore della Chiesa.

 

Ritratto di Erasmo da Rotterdam

Ritratto di Erasmo da Rotterdam (incisione, sec. XVI)
La lettura e il possesso delle opere dell’umanista olandese Erasmo da Rotterdam fautore di una profonda e radicale riforma della religiosità erano stati proibiti dalla Chiesa cattolica fin dal 1559. Tale divieto non impediva comunque la circolazione clandestina in Italia dei testi erasmiani a cominciare dal noto e diffuso Elogio della follia, come testimonia la conoscenza che ne ha Bruno fin dagli anni napoletani.