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Mario Soldati - La scrittura e lo sguardo

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napoli 2 Dopo il proclama di Badoglio e l’armistizio dell’8 settembre 1943, Soldati insieme a Dino De Laurentis fugge da Roma per evitare la ritorsione nazi-fascista e raggiungere l’Italia liberata.

La meta è Torrella dei Lombardi in Irpinia, Paese natale di De Laurentis. Il viaggio inizia in treno, prosegue a piedi e finisce in bicicletta, traversando le linee naziste.

Viene loro incontro un’umanità disfatta che si muove in un paese distrutto. Ciononostante nelle pagine di Fuga in Italia, diario secco e incisivo di una corsa verso la libertà senza retorica, quello che colpisce nello sguardo del testimone, è la ricerca di una verità umana che va al di là degli eventi storici.
Raggiunta Napoli vi trascorre nove mesi che rappresentano un periodo di grande vitalità e speranza.

“Con Leo, Steno e Freda abbiamo deciso di far gruppo. Tenteremo insieme la sorte. Bisogna andare a Napoli, far qualche cosa, almeno guadagnarci da vivere finché non sia liberata Roma.”

Insieme agli amici lavora per la propaganda antifascista destinata oltre le linee e collabora a Radio Napoli con una rubrica vivace e spassosa di satira intitolata Stella bianca.

Quando Roma è ormai libera, nel ’44, si ricongiunge a Jucci Kellermann, la compagna della vita e diventa corrispondente di guerra per “L’Avanti” e “L’Unità”.

Nel 1948 dirige uno dei suoi film più belli, Fuga in Francia, in cui riesce a fondere neorealismo ed espressionismo americano, da un soggetto originale a cui collaborano Flaiano e Pavese.

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