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Mario Soldati - La scrittura e lo sguardo

Soldati e la televisione
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televisione2 Nel 1956 Mario Soldati rinuncia a dirigere Il Gattopardo e accetta con entusiasmo, insieme al suo amico d’infanzia, il poeta Tino Richelmy, di lavorare a un progetto televisivo.

Nasce così una delle trasmissioni più originali della produzione RAI degli inizi: Viaggio lungo la valle del Po alla ricerca dei cibi genuini.

“Viaggiare è conoscere, è il modo più facile, più diretto, di arrivare a conoscere un paese è praticare la cucina della gente che lo abita. Nei cibi e nella maniera di cucinarli c’è tutto.”

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vinoalvino1 Mentre la telecamera riprende un'Italia minore, Soldati, intervistatore fuori dagli schemi, parla con contadini, pescatori, imprenditori del mondo alimentare. L’immediatezza dei dialoghi si alterna alla bellezza delle immagini, commentate dalla magnifica musica di Nino Rota. Quella che appare sullo schermo è un’Italia mai vista in tv, molto lontana dalla retorica e dalla magniloquenza delle città d’arte.

Dietro l’apparente divertissement, Soldati anticipa tematiche di grande attualità: si parla di agricoltura, di storia, di antropologia, e ricorda agli italiani, alle soglie del boom economico, che non sempre lo sviluppo coincide col progresso, indicando, nell’opera straordinaria di artigiani e piccoli produttori, una sana alternativa a quella che anni dopo verrà imposta dal mercato.

Soldati continuerà a viaggiare per il paese e nel libro Vino al Vino (1969-1975) seguiterà a raccontare l’Italia e gli italiani.

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