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Mario Soldati - La scrittura e lo sguardo

Gli anni sessanta
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anni60 1 Dopo aver diretto 28 pellicole e aver vissuto circa trent’anni a Roma, Soldati lascia la capitale e il cinema.

La decisione non è determinata da motivi di lavoro: l’opera Policarpo de’ Tappetti del 1959 vince a Cannes il premio per la migliore commedia. Si tratta di un’opera piena di allegria; il successo è tale che gli viene offerto un contratto per altri tre film.

In realtà, nonostante la simpatia per la romanità autentica, Soldati vuole prendere le distanze da ciò che Roma ha rappresentato nel corso della storia.

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“Tutti i guai dell’Italia vengono da Roma, a cominciare dal duemila e cinquecento anni fa […] da Roma, da questa mostruosa potenza e prepotenza, da questo esempio di centralismo forse unico nella storia universale: una città che ha dato il proprio nome a un impero, a una lingua, a una civiltà, e infine a una religione.”

Un pensiero che lo accomuna a Machiavelli, Boccaccio, Alfieri, Leopardi, Manzoni e D’Azeglio, rafforzato da un sentimento civile che deriva dalla Torino della sua giovinezza dominata dal severo rigorismo di Gobetti.

Tra Torino e Roma è ambientato il suo romanzo più lungo come mole e gestazione, Le due città.

Nel 1960 Soldati si trasferisce a Milano, scriverà a tempo pieno e non girerà più film.

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