Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina

Internet Culturale: cataloghi e collezioni digitali delle biblioteche italiane

Pagina dei contenuti


Home » Esplora »  Mostre

Sommario     Pagina precedente     Pagina successiva     Indice mostre

 GIORDANO BRUNO 1548 - 1600

Le prime peregrinazioni
 

Dopo una breve sosta in Liguria, nel 1577 Bruno trascorre alcuni mesi a Venezia, dove come lui stesso dichiarerà molti anni dopo nel corso degli interrogatori processuali - dà alle stampe l’opuscolo De’ segni de’ tempi, oggi perduto e il cui contenuto era probabilmente legato a temi astrologici. Dopo aver vagato, mantenendosi con lezioni di latino e di astronomia di livello elementare, attraverso l’Italia del nord, Bruno varca le Alpi per dirigersi verso Chambery in Francia, dove trascorre l’inverno del 1578. Nella primavera del 1580 si trasferisce a Ginevra, città in cui viene accolto dalla numerosa comunità degli esuli italiani, tra i quali il napoletano Galeazzo Caracciolo, marchese di Vico. Il 20 maggio si immatricola presso la facoltà teologica e aderisce al calvinismo. Il suo sogno di sicurezza e libertà si infrange però dopo pochi mesi. In agosto subisce un processo con l’accusa di diffamazione, per aver fatto stampare un foglio in cui denunciava gli errori commessi nel corso di una lezione dal teologo Antoine de la Faye, professore di livello mediocre che poteva però contare sull’appoggio di Théodore de Bèze, successore di Calvino alla guida della chiesa ginevrina. Al termine del procedimento Bruno è scomunicato e obbligato a distruggere lo scritto diffamatorio. Nonostante la successiva riabilitazione il filosofo, deluso ed amareggiato per lo scontro con l’intolleranza calvinista, lascia Ginevra. Dopo una breve sosta a Lione, nell’autunno del 1579 raggiunge Tolosa, sede di una delle più importanti università della Francia del tempo, e dove soggiornerà fino all’estate del 1581 tenendo lezioni sia sulla filosofia aristotelica che sulla arte combinatoria lulliana. Gli scontri sempre più violenti tra cattolici e protestanti lo persuadono però ad abbandonare la città, alla volta di Parigi.

    

G. di Sacrobosco, Sphaera mundi

G. di Sacrobosco, Sphaera mundi
(Venezia, 1519)
Durante gli interrogatori subiti durante il processo Bruno ricorda di aver tenuto, nel suo peregrinare attraverso l’Italia settentrionale, lezioni di astronomia basate su uno dei manuali più diffusi e commentati nel Cinquecento, la Sphaera mundi del domenicano Giovanni di Sacrobosco (sec. XIII), ancora saldamente ancorata alla tradizione
geocentrica di Tolomeo.


Veduta di Ginevra

Veduta di Ginevra (incisione, sec. XVI)

     

Ritratto di Jean Calvin

Ritratto di Jean Calvin (incisione, sec. XVI)
Di origine francese Jean Calvin (1509-1564) introduce a Ginevra una visione rigida delle dottrine della Riforma. Simbolo della natura intollerante del calvinismo è la figura di Miguel Servet, processato e poi bruciato vivo a Ginevra nel 1553 a causa delle sue critiche al dogma
della Trinità.


Ritratto di Théodore de Bèze

Ritratto di Théodore de Bèze (incisione, sec. XVII)
Alla morte di Calvino la guida della città e della chiesa di Ginevra è assunta da Théodore de Bèze (1519-1605), che nel 1554 aveva dato alle stampe a giustificazione del rogo di Servet - il trattato De haereticis a civili magistrato puniendis, in cui si manifesta a pieno quell’intolleranza calvinista, di cui anche Bruno avrà diretta esperienza nel suo breve soggiorno ginevrino del 1579.