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Carducci e i miti della bellezza

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Nel dicembre 1889 Carducci conosce Annie Vivanti, la donna che cambierà irrimediabilmente l’ultima parte della sua vita. Il primo momento insieme lo trascorrono nel marzo 1890, quando Carducci raggiunge Annie a La Spezia e compone per lei l’elegia che poi diventerà l’emblema del loro amore, Ad Annie. Nel 1892 Annie si sposa col giornalista irlandese John Chartres e si stabilisce a New York, l’anno dopo nasce Vivien: tutti e due, marito e figlia, saranno amati affettuosamente dal poeta. Vivien gli suonerà al violino il lied di Heine che la stessa Annie gli canta spesso, la Loreley, dedicato all’amore per la fata del Nord.
Nel 1890 è uscito, accompagnato da una lettera di presentazione di Carducci, Lirica, il volume di poesie di Annie, che otterrà un successo direttamente proporzionale alla fama del prefatore. La giovane si impone sulla scena letteraria, mentre i giornali seguono anche, con malizia, le fasi dell’amore tra la bella e bionda poetessa inglese e il grande poeta italiano, che battezza anche un’opera teatrale di lei, La rosa azzurra, andata in scena a Bologna nel luglio del 1898 con un fiasco clamoroso.
L’estate del ’98, trascorsa a Gressoney nella valle del Lys, coincide con il periodo culminante e finale del rapporto. Partita Annie per l’America, Carducci a Madesimo concepisce i versi per la sparizione della bella Loreley, L’elegia del Monte Spluga, la poesia più intensa e nuova dei suoi ultimi anni, dove dominano la solitudine e la paura in mezzo ai monti, e si fa sentire il presagio della fine. Il poeta qui è l’Orco accusato dalle ninfe di aver divorato la loro sorella più bella: Orco era il soprannome con cui la scrittrice scherzosamente chiamava Carducci, alludendo alla sua ‘fiabesca’ ingordigia e ruvidezza.

     sezione7-1 Annie Vivanti nel 1900
Schloss, New York, fotografia albumina con dedica autografa.
sezione7-2 Agenda di Carducci per il 1890
Vi è annotato in data 24 marzo il primo «amoroso incontro» con Annie e, due giorni dopo, si legge in greco la frase «Aspetta ad amare», un invito che il poeta rivolge a sé stesso quel 26 marzo in cui compone i versi Ad Annie, l’elegia edita in Rime e ritmi. Nel taccuino sono registrate tutte le tappe della prima settimana d’amore trascorsa in Liguria.

sezione7-3 Annie e Giosue nel pallone frenato, 1898
Ricordo dell’Esposizione Generale Italiana, Torino 1898. Il poeta è riconoscibile all’estrema destra del gruppo, la Vivanti, vestita di nero, è di fianco a lui.
sezione7-4 Vivien Chartres, 1902
Ganz, Zürich, fotografia albumina. La figlia di Annie e John Chartres. Bambina prodigio, fin da piccola mostrò una straordinaria inclinazione alla musica. Qui, all’età di nove anni, mentre suona il violino.

sezione7-5 G. Carducci, Elegia del monte Spluga
Redazione in pulito dei vv. 1-12 dal fascicolo contenente stesure diverse, talune fitte di correzioni e varianti, della poesia edita in Rime e ritmi.

sezione7-6 Ricevute dell’Hôtel Trombetta & d’Angleterre, Baglioni & Fils, Turin
Intestate a Carducci e Annie Vivanti, documentano dettagliatamente le spese dei servizi e dei pasti nei giorni 26, 27, 28 luglio 1898 trascorsi insieme nell’albergo torinese. Con loro c’era anche la piccola Vivien.

sezione7-7 Annie Vivanti Chartres, 1900
Davis & Sanford, New York. Tra le fotografie della scrittrice, questa, prediletta da Carducci, è diventata il ritratto ufficiale di Annie Vivanti.


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