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 GIORDANO BRUNO 1548 - 1600

Il secondo soggiorno parigino
  Nell’autunno del 1585 Bruno ritorna sempre al seguito di Michel de Castelnau a Parigi, dove si tratterrà, in una situazione politica e religiosa profondamente diversa, fino al giugno del 1586. Il secondo ed ultimo soggiorno parigino è caratterizzato da accese polemiche che, come era stato evidente in Inghilterra, derivano in primo luogo dalle radicali critiche che Bruno muove all’aristotelismo.
Nei primi mesi del 1586 Bruno dà alle stampe la Figuratio Aristotelici Physici auditus, dedicata al commento delle tesi fisico-naturali di Aristotele, e due brevi dialoghi il Mordentius e il De Mordentii circino nei quali elogia il matematico Fabrizio Mordente, anch’egli residente a Parigi ed inventore di un particolare tipo di compasso. Nei due scritti, però, non mancano alcune obiezioni, e il vivace scontro che ne segue porta il filosofo nolano a pubblicare altri due dialoghi, questa volta estremamente critici nei confronti di Mordente: l’Idiota triumphans e il De somnii interpretatione.
Ma la più importante opera pubblicata in questo periodo sono i Centum et viginti articuli de natura et mundo adversus Peripateticos, che espongono le tesi di filosofia della natura proposte e difese da Bruno il 28 maggio 1586 durante una disputa al Collège de Cambrai, e che per il loro contenuto fortemente critico nei confronti delle dottrine espresse da Aristotele in opere quali la Fisica e il De coelo avevano suscitato violenti proteste, al punto da dover sospendere la stessa disputa.
L’aggravarsi delle tensioni politiche e religiose già nel luglio del 1585 Enrico III aveva revocato l’editto di pacificazione verso i protestanti nonché l’ostilità che l’ambiente accademico manifesta in modo crescente nei suoi confronti convincono Bruno a riprendere la sua peregrinazione. Il filosofo lascia Parigi nel giugno del 1586, per dirigersi alla volta della Germania luterana.


  

G. Bruno, Dialogii duo de Fabricii Mordentis

G. Bruno, Dialogii duo de Fabricii Mordentis (Paris, 1586)
Il «compasso differenziale» inventato dal geometra di origine salernitana Fabrizio Mordente consentiva molte operazioni geometriche, come la misurazione della proporzione fra due linee diseguali, e la divisione di un circolo in gradi o minuti. Pur riconoscendo il valore di tale strumento, Bruno rimprovera a Mordente di limitarsi all’aspetto puramente empirico e meccanico della sua invenzione, ignorandone del tutto le implicazioni teoriche.

Scena delle guerre di religione in Francia

Scena delle guerre di religione in Francia (incisione sec. XVI)
Le tensioni religiose in Francia tra cattolici e protestanti, detti anche ugonotti e che il 24 marzo 1572 erano culminate durante la «notte di S. Bartolomeo» nel massacro di oltre 10.000 ugonotti si riaccesero nel 1584 quando, in seguito alla morte dell’ultimo fratello ancora in vita di Enrico III, si apriva la possibilità per il calvinista Enrico di Navarra di salire al trono francese.

Ritratto di Aristotele

Ritratto di Aristotele (silografia, sec. XVI)
Aristotele le cui dottrine sono alla base dell’intera cultura europea rappresenta il principale obiettivo polemico di Bruno che, in tutte le sue opere, comprese la Figuratio Aristotelici Physici auditus e i Centum et viginti articuli del 1586, si propone di liberarsi dai pesanti vincoli dell’autorità aristotelica.