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Giorgio Bassani. Il giardino dei libri

Cronologia

CRONOLOGIA DELLA VITA


1916
Nasce a Bologna il 4 marzo da genitori ebrei d’origine ferrarese, e a Ferrara la famiglia si trasferisce subito dopo la guerra, in via Cisterna del Follo n. 1, dove Giorgio trascorrerà l’infanzia e la giovinezza.

1926-1934
Frequenta il ginnasio inferiore, superiore e quindi il liceo «Ariosto» di Ferrara. E’ uno studente brillante, che ama la lettura e lo sport. Nasce sui banchi di scuola la sua vocazione letteraria, favorita dagli ottimi maestri che attraverso i classici, soprattutto Dante, gli impartiscono un’alta lezione morale e civile.

1934
Il padre medico non ne ostacola le inclinazioni e Giorgio si iscrive alla Facoltà di Lettere di Bologna. Frequenta le lezioni di Roberto Longhi e gli sono compagni i ferraresi Lanfranco Caretti e Franco Giovanelli. Stringe nuove amicizie: con Attilio Bertolucci, Francesco, Gaetano e Biancarosa Arcangeli, Cesare Gnudi, Roberto Ribecchi, e intreccia una serie di relazioni con letterati e artisti bolognesi. Attraverso Giuseppe Raimondi, uno dei fondatori della «Ronda», conosce Giorgio Morandi.

1935
Nel «Corriere Padano» di Ferrara, quotidiano fondato da Italo Balbo e diretto da Nello Quilici, pubblica il primo racconto: Terza classe. Legge le opere di Benedetto Croce, maestro del suo ideale liberale e libertario.

1936
Sempre il «Corriere Padano» pubblica altri due racconti: Nuvole e mare e I mendicanti. Frequenta a Ferrara Michelangelo Antonioni presso il Circolo del tennis «Marfisa».

1937-1938
Doppiamente stimolato, dall’ambiente ferrarese e da quello bolognese, conosce a Ferrara Giuseppe Dessì e Claudio Varese mentre a Bologna Carlo Ludovico Ragghianti, Antonio Rinaldi e Sergio Telmon lo persuadono a entrare nelle file dell’antifascismo militante. Il racconto Un concerto
esce su «Letteratura», la prestigiosa rivista fiorentina di
Alessandro Bonsanti.Vince i campionati di tennis di seconda
categoria per l’Emilia-Romagna e a Napoli disputa doppi Littoriali:
della Cultura e dello Sport. Le leggi razziali lo costringono a
interrompere la collaborazione con il«Corriere Padano»
e non è più ammesso al Tennis club «Marfisa».

1939
Si laurea in marzo discutendo una tesi sull’Arte di
Niccolò Tommaseo con l’italianista Carlo Calcaterra.
Avvia a Ferrara l’attività di insegnante presso il liceo israelitico.

1940
Con lo pseudonimo di Giacomo Marchi (il cognome cattolico
della nonna materna) esce a Milano, presso l’Officina di Arte grafica A. Lucini, Una città di pianura. E’ il debutto del narratore e Ferrara è già l’epicentro del racconto che mescola lirismo a realismo.
La tensione morale, profondo movente della scrittura, rivela in controluce, attraverso la denuncia di una borghesia acquiescente e corrotta, il suo impegno nella lotta antifascista. Conosce a Ferrara Valeria Sinigallia, ventiduenne, nei campi da tennis di via Palestro.

1943
Nel maggio viene arrestato e condotto in carcere. Sarà rilasciato il 26 luglio, dopo la caduta del fascismo. Il 4 agosto sposa Valeria e la coppia si trasferisce a Firenze sotto falso nome: ora sono Bruno Ruffo e Carmela De Palma. Vivono nell’indigenza, in un clima di sospetto che tuttavia non impedisce a Giorgio di stringere amicizia con Manlio Cancogni e di frequentare il gabinetto «Vieusseux». Traduce Addio alle armi di Hemingway e La vita privata di Federico II di Voltaire. Prosegue la lotta antifascista militando nel Partito d’Azione. Il 6 dicembre lascia Firenze e si trasferisce a Roma.

1944
In Roma, Inverno ’44 (pagine di un diario inedito), pubblicato per la prima volta solo nel 1964, è la narrazione drammatica e dettagliata di ciò che accade nella Capitale tra il 25 gennaio e il 19 febbraio. Collabora a «Italia libera», organo degli Azionisti e compone numerosi versi. In estate è a Napoli, città già liberata dagli Angloamericani, dove incontra Longanesi, Soldati, Omodeo, Trombadori, Elena e Alda Croce. Una parte dei suoi congiunti rimasti a Ferrara è deportata nei campi di sterminio di Buchenwald.

1945
Il 1° settembre nasce a Roma la figlia Paola. Pubblica presso l’editrice Astrolabio Storie di poveri amanti e altri versi in cui raccoglie la produzione poetica
dell’ultimo lustro. Si adatta a qualsiasi occupazione: è impiegato presso il Ministero del Lavoro (Ufficio reduci di guerra) e collabora al rotocalco «Mondo d’oggi».

1946-1948
Comincia a frequentare a Roma Maria e Goffredo Bellonci, fondatori del
«Premio Strega», stringendo amicizia anche con Moravia e l’esordiente
Cesare Garboli. Pubblica la raccolta poetica Te lucis ante (Ubaldini, 1947) e Marguerite Caetani gli affida la direzione di «Botteghe Oscure» (1948), rivista letteraria che propone antologicamente il meglio della creatività letteraria internazionale. Intuisce le straordinarie potenzialità del giovane Pasolini e
riscrive Storia di Debora, già raccolto in Una città di pianura, che diventerà Lidia Mantovani nelle Cinque storie ferraresi. E’ un narratore incontentabile mai pago dei suoi esiti.

1949-1951
Nasce il secondogenito Enrico (29 giugno 1949) e incomincia a insegnare materie letterarie prima presso l’Istituto nautico di Napoli e quindi presso la Scuola d’Arte
di Velletri. Pubblica da Mondadori la raccolta poetica Un’altra libertà e contemporaneamente, su «Botteghe Oscure», Una passeggiata prima di cena,
una delle Cinque storie ferraresi.

1952
Esce su «Botteghe Oscure» Una lapide in via Mazzini e comincia a collaborare alle sceneggiature cinematografiche, per Antonioni e Soldati. Ha anche una piccola parte nel film di Hemmer Le ragazze di piazza di Spagna.

1953
Diviene redattore della rivista «Paragone» di Roberto Longhi e Anna Banti. Collabora alla sceneggiatura de La Provinciale di Soldati, tratto da un racconto di Moravia.

1954
Pubblica su «Paragone» Gli ultimi anni di Clelia Trotti e su «Botteghe oscure»
Una notte del ’43. Con Pasolini stende la sceneggiatura del Prigioniero della montagna di Louis Trenker; con Flaiano, Pratolini, Age e Scarpelli quella di
Tempi nostri - Zibaldone n. 2 di Alessandro Blasetti; con Moravia quella del La Romana di Luigi Zampa. Sempre per il cinema scrive la sceneggiatura de
Il Ventaglio (un episodio di Questa è la vita di Soldati) e adatta
per lo schermo La mano dello straniero, un racconto di
Graham Greene. Con Pasolini collabora alla realizzazione
del La Donna del fiume di Soldati.

1955
E’ tra i fondatori di «Italia Nostra», associazione che si
propone la tutela del patrimonio paesaggistico e artistico
italiano. Protrae così l’impegno morale e civile avviato durante il ventennio fascista.

1956
Pubblica da Einaudi le Cinque storie ferraresi che si aggiudiacano il «Premio Strega». Diviene consulente presso l’editore Feltrinelli dove dirige le collane dei «Contemporanei» e dei «Classici moderni». Bocciato da Mondadori e da Einaudi, imporrà qui la pubblicazione del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa divenendo così protagonista di uno dei casi letterari più significativi del nostro Novecento.

1957-1959
Inizia l’insegnamento di storia del teatro presso l’Accademia d’Arte drammatica «Silvio D’Amico» di Roma. Frequenta la società letteraria di questi anni, da Gadda a Calvino, da Ungaretti a Fortini, Cattaneo, Siciliano, Pasolini, Soldati, Bertolucci.  Esce su «Paragone» (1958) Gli occhiali d’oro, poi in volume da Einaudi.

1960-1961
Le Cinque storie ferraresi e Gli occhiali d’oro confluiscono in una nuova edizione dal titolo Le storie ferraresi che lo rivelano narratore incontentabile, attentissimo allo stile. Mentre collabora alle maggiori riviste letterarie, dall’ «Approdo» a «Nuovi Argomenti», dalla «Fiera letteraria» al «Mondo», cessa la pubblicazione di «Botteghe Oscure». Florestano Vancini traduce per il cinema Una notte del ’43.

1962
Dopo una lunga gestazione sotterranea pubblica Il Giardino dei Finzi-Contini, che si aggiudica il «Premio Viareggio». Viene eletto consigliere comunale a Ferrara.

1963
Pubblica da Einaudi la raccolta di poesie L’alba ai vetri. Poiché rifiuta di pubblicare Fratelli d’Italia di Arbasino cessa la collaborazione editoriale con Feltrinelli. La Neoavanguardia raccolta nel «Gruppo ‘63» lo accusa di passatismo, giudicandolo la «Liala della letteratura italiana».

1964-1967
Pubblica da Einaudi Dietro la porta e diviene vicepresidente della RAI e quindi presidente di «Italia Nostra» (1965) e della giuria del Festival cinematografico di Venezia (1966). Sempre da Einaudi esce la raccolta di saggi Le parole preparate (1966). Compie viaggi in Israele e nel Nord-Europa.

1968
Pubblica da Mondadori L’airone, l’ultimo romanzo ambientato non a Ferrara
ma sul delta del Po. Vince il «Premio Campiello» e quello internazionale
«Nelly Sachs» per la sua opera complessiva.
Comincia a trascorrere le estati a Maratea.

1970
Per la sceneggiatura di Vittorio Bonicelli e la regia di Vittorio De Sica
Il Giardino dei Finzi-Contini è un film di successo, anche se non sono mancate
le polemiche per il trattamento del testo.

1971-1972
Mentre prende corpo l’idea del Romanzo di Ferrara dove far confluire,
riscrivendola, tutta la sua narrativa, pubblica da Mondadori L’odore del fieno, raccolta di racconti.

1973-1974
Escono Dentro le mura, versione rielaborata delle Storie ferraresi, il romanzo di Ferrara e Epitaffio, poesie epigrammatiche.

1975-1977
E’ spesso all’estero per conferenze e seminari: negli Stati Uniti, in Canada, in Austria, in Svezia. Nel 1976 è candidato europeo nelle file repubblicane.
Si lega sentimentalmente con una giovane studiosa americana, Portia Prebys,
con la quale convivrà sino alla morte.

1978
Esce la raccolta di versi in Gran segreto. Vince il «Premio Todi» per il suo impegno ambientalistico.

1980
Esce presso Mondadori l’edizione definitiva del Romanzo di Ferrara
suddiviso in sei Libri. Diviene presidente onorario di «Italia Nostra».

1982
Sempre Mondadori pubblica in un solo volume, In rima e senza, la sua intera produzione poetica. Vince il «Premio Bagutta» e il «Premio Penna d’oro»
della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Partecipa in Sardegna a
un convegno commemorativo dedicato a Giuseppe Dessì.

1983
E’ in America latina per un ciclo di conferenze e vince il
«Premio Mediterraneo».

1984
Mondadori pubblica la raccolta completa della sua saggistica,
Di là dal cuore e vince il «Premio Fregene».

1985-2000
E’ colpito prima da infarto e quindi dal morbo di Alzheimer, ma la sua attività non si spegne che lentamente, fra continue premiazioni (nel 1992 vincerà il «Premio Feltrinelli» dell’Accademia dei Lincei) e lauree honoris causa. Nel 1987 Giuliano Montaldo traduce per gli schermi Gli occhiali d’oro. Nel 1993 la Biblioteca Ariostea di Ferrara dedica un Convegno di studi in suo onore. Muore a Roma il 13 aprile 2000 ed è sepolto nel Cimitero ebraico di Ferrara.