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Internet Culturale: cataloghi e collezioni digitali delle biblioteche italiane

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 ITALIANI A TAVOLA

Gli anni 20

                              

I ristoranti raccolsero immediatamente i segnali di cambiamento nelle abitudini degli italiani e si organizzarono in locali di lusso, in sale dignitose o di tipo familiare, oppure in più semplici osterie fino alle popolarissime bottiglierie (dove il cibo si portava da casa), oggi scomparse.
Il ristorante doveva caratterizzarsi non solo nel menù ma anche nell’arredamento e le fotografie dell’epoca mostra rivelano l’evoluzione ambientale dei locali: dai lampadari a goccia di Murano, agli appenditiabiti e alle sedie di Thonet, dalle sedie imbottite a quelle pieghevoli, dalla pareti ornate da quadri d’autore a quelle affrescate da artisti “poveri” con iconografie ispirate al vedutismo più folcloristico, dai tendaggi pesanti alle tendine sgualcite e quadrettate, dalle bottiglie con etichetta ai litri e mezzi litri con il bollo a piombo, dai calici ai bicchieri senza stelo, dalle posate previste per ogni servizio al “tenete pure la forchetta”, dallo stare a tavola in abito scuro al togliersi “finalmente” giacca e cravatta!

Gitani accanto al podio del tempio di Ercole

  

A 81
Accanto al podio del tempio di Ercole, più conosciuto come tempio della Sibilla, a Tivoli, alcuni gitanti pranzano ai tavoli di una trattoria all’ombra di grandi tende.
La gita culturale trova un momento di maggior piacere con i sapori della tavola.
Sul bordo inferiore, a penna: Tivoli
Senza indicazione d’autore, positivo all’albumina, 80 x 140.
Inizi del sec. XX.
Bibl.: “Roma e Lazio”, pag. 106, op. cit. 

Commensali

A 83
Una delle poche immagini in cui i commensali non guardano verso l’obbiettivo, né si mettono in posa, ma restano intenti alla propria colazione, a esclusione della domestica, che nel servire si accorge che il fotografo sta per effettuare la ripresa.
Sul margine sinistro, a stampa: Agfa I.
Senza indicazione d’autore, negativo su lastra al bromuro d’argento, 88 x 111. Anni ’20 del XX secolo.

Due donne sovrintendono alla preparazione del pranzo

A 84
Due donne accanto alla cucina sovrintendono alla preparazione del pranzo. Dietro di loro fa bella mostra di sé una grande damigiana (v fotografia precedente).
Senza indicazione d’autore, negativo su lastrina al bromuro d’argento, 42 x 58. 1920 ca.

Donne ritratte con due bambini

A 85
Nella stessa cucina delle due fotografie precedenti (A 394, A 395) le due donne sono ritratte con due bambini, quasi a significare, secondo la cultura del tempo, i due riferimenti principali della cosiddetta vocazione femminile: la maternità e l’accudire alla casa.
Nell’angolo superiore sinistro, a penna: c 136.
Senza indicazione d’autore, negativo su lastrina al bromuro d’argento, 42 x 58. 1920 ca.

Una famiglia conclude il pranzo

A 87
In una tranquilla casa borghese una famiglia conclude il pranzo, forse domenicale, con un brindisi. Sulla tavola una delle bottiglie reca una targhetta dove a penna è scritto l’anno della vendemmia: 1909.
Senza indicazione d’autore, diapositiva stereoscopica su lastrina al bromuro d’argento, 59 x 124, 1910 ca.

Ristorante italiano - “MARCOTULLIO

A 93
Un piccolo mezzo di trasporto davanti a un palmeto nei pressi di Bengasi, in Libia mostra l’insegna di un ristorante italiano, “MARCOTULLIO”. Il “MARCOTULLIO” è un ristorante frequentato dai militari italiani che qui posano con i proprietari del locale. Anche nelle colonie italiane o nei territori d’oltremare i militari frequentavano maggiormente quei luoghi che già soltanto nel nome ricordavano abitudini familiari.
Sul retro, a penna: I proprietari dell’elegante (!) restaurant a mare con i clienti. Bengasi 1926.
Senza indicazione d’autore, positivo al bromuro d’argento, 50 x 80. 1926.

Un marinaio posa con in mano un pezzo di pane e una bottiglia di vino

A 94
Un marinaio posa, sul ponte di una nave, con in mano un pezzo di pane e una bottiglia di vino a indicare che nonostante le difficoltà del viaggio, bere e mangiare sono garantiti.
Sul retro, a penna: Al caro amico Iolando Linetti offro in segno di affetto Marcello Sardoni, Shanghai 18.2.21.
Senza indicazione d’autore, positivo all’albumina montato su cartoncino stampato ad uso cartolina postale emessa dalla Repubblica della Cina, 120 x 85. 18 febbraio 1921.

Interno di osteria

A 95
Interno di osteria dove fa bella mostra di sé una grande botte attorno alla quale si affollano gli avventori. Assaggiare e gustare il vino appena stillato è un rito che esprime esperienza e capacità di valutazione.
Senza indicazione d’autore, positivo al bromuro d’argento, 60 x 50. Anni ’20 del sec. XX.

Fotografia-ricordo alla fine di un banchetto

A 100
A conclusione di un banchetto un folto gruppo di personaggi si dispone per la fotografia-ricordo. Il terzo personaggio da destra, in piedi con la mano destra poggiata sulla tavola, è identificato con il filosofo Benedetto Croce. Alla necessità storica quanto psicologica di fissare il momento conviviale non si sottrae nessuno, né il grande pensatore né l’anonimo uomo comune!
Sul retro, timbro: Porry-Pastorel, reportage-photographique, Via Di Pietra 87, Roma; a matita: 3543, Davani (?).
Porry-Pastorel, positivo al bromuro d’argento, 116 x 167. Anni ’20 del XX secolo.

Banchetto in casa

A 102
Banchetto in casa (si faccia attenzione alla presenza e alla disposizione dei quadri sulla parete di fondo e alla credenza sulla sinistra). Si festeggia probabilmente un fidanzamento tra i due personaggi a capotavola. La presenza del sacerdote (quinto da sinistra) e il fatto che, ad eccezione di un’altra presenza femminile (terza da destra), tutti i commensali sono uomini, dall’atteggiamento cordiale ma controllato secondo le buone regole dello stare a tavola, fa pensare che si tratti di membri di un’associazione (ufficiale o no) religiosa. Da notare in coda ai quattro fiaschi di vino sincero la bottiglia di champagne aperta per brindare.
Senza indicazione d’autore, positivo al bromuro d’argento, 80 x 135. Anni ’20 del sec. XX, sul retro stampa ad uso cartolina postale.

Benito Mussolini siede alla tavola da pranzo

A 104
Alla tavola da pranzo allestita all’aperto tra diverse autorità siede il Presidente del Consiglio e “Duce degli Italiani” Benito Mussolini. Il Duce interviene a un pranzo in suo onore e ha alle spalle funzionari del partito e ufficiali della milizia e dell’esercito. Sul tavolo, fiaschi di vino e una caraffa d’acqua. Il pranzo deve ancora iniziare,
Sul retro, timbro: Cav. A. Cattani e figli, 4, Via Martelli Firenze.
Cattani, Firenze, positivo al bromuro d’argento ad uso cartolina postale, 85 x 135. Anni 1925 ca.

Due famiglie siedono a tavola

A 111
A tavola, sotto una pergola di una terrazza e davanti a una bottiglia di vino con il cavaturaccioli in primo piano e un salame ancora avvolto nella carta, siede due famiglie: una in primo piano e l’altra dalla parte opposta del tavolo, dove distinguiamo un bimbo di pochi mesi che prende il latte dalla mamma. Abbiamo così una combinazione simbolica molto pregnante, dal latte materno, primo e insostituibile alimento, al vino degli adulti, bevanda sociale prima che individuale.
Senza indicazione d’autore, positivo al bromuro d’argento, 165 x 230. montato su cartoncino. Anni ’10/’20 del sec. XX.

Manifestazione gastronomica

A 114
Nell’ambito di una manifestazione gastronomica, donne in costume popolare attorno a un uomo mascherato da cuoco, si apprestano a offrire del vino e dei piccoli panini farciti. Su due pali sono appese alcune insegne che reclamizzano i prodotti offerti nella manifestazione. In quella di destra si legge “Spaccio di vino...” a sinistra si avvisa che è possibile avere frittelle, bombe, supplì, salame e mortadella. In alto tra lampioncini alla cinese, è appeso il tricolore con stemma sabaudo. Mangiare e bere sembra qui essere occasione di una festa ma in realtà si tratta qui del momento della politica di promozione dei prodotti italiani che era svolta dal regime fascista.
Sul retro, a matita rossa: 1928. A matita nera: 10213. Timbro: fot. Porry-Pastorel. s.a.i. (fotografa ovunque tutto) Roma, v. Pozzetto 122, tel. 62566. Usiamo lastre Cappelli. Il timbro è corredato dall’emblema del fascio.
Porry-Pastorel, Roma, positivo al bromuro d’argento, 160 x 220. 1928.

Tavolata all’aperto di militari fascisti

A 115
Tavolata all’aperto di militari fascisti e autorità tra cui si distingue il quadrunviro generale De Bono, che nell’immagine è l’unico che indossa il berretto. Alle spalle dei commensali, su un muro diroccato, due bandiere tricolori. Sul fondo si distingue, poggiato su una cassa di legno, un cappello ecclesiastico.
Sul retro, a matita: Passo Buole (Trentino) giugno 1927 V. Il prefetto e il gen. De Buono.
Senza indicazione d’autore, positivo al bromuro d’argento, 170 x 220. Giugno 1927.

Tavolo di una trattoria di campagna

A 117
Al tavolo di una trattoria di campagna due uomini e una donna, che tiene in grembo un coniglio bianco, vengono fotografati. Sul tavolo è una bottiglia d’acqua minerale di Velletri. Sono forse in attesa del vino appena ordinato.
Sul retro, a matita: Alessandro de Santis. Milano 1920.
Senza indicazione d’autore, positivo al bromuro d’argento, 80 x 110. 1920.

Un gruppo familiare festeggia una ricorrenza

A 122
Un gruppo familiare festeggia una ricorrenza all’ombra della bandiera tricolore con stemma sabaudo. Il pranzo è terminato, le bottiglie non sono più piene e gli altri commensali si sono allontanati. I festeggiati posano e in prima fila sta la generazione maggiore. Gli uomini portano sul bavero della giacca il distintivo del Partito Nazionale Fascista, mentre il secondo dalla destra, in piedi, mostra il nastrino che fa riferimento alle decorazioni ricevute. La signora più giovane in prima fila mette in posa, davanti a sé, il menù tra felci ornamentali. Sullo sfondo una pila di piatti su una credenza e la stufa a legna sulla destra rivelano che il locale è poco più che modesto, d’ambiente familiare. Gli anziani sono quelli che sorridono meno, come se fossero ben coscienti che la memoria fotografica porta con sé il senso profondo della memoria oggettiva dell’essere vissuti.
Prem. Studio Fotografico E. Graziadei. Venezia Calle Stagneri 5256 (timbro a secco eseguito posteriormente e a rilievo sulla fronte con caratteri bianchi, positivo al bromuro d’argento 120 x 170, montato su cartoncino L. Stevan Milano, color marrone fustellato con riga di profilo sul bordo. Nell’angolo superiore sinistro stemma a rilievo della Real Casa, Anni ’20 del sec. XX.

Tripoli - banchetto in un ristorante

A 124
La guerra mondiale è finita. L’Italia è una potenza vincitrice e riprende la cosiddetta “pacificazione della Libia”. Siamo a Tripoli e un gruppo di ufficiali e di funzionari governativi posa al termine del banchetto in un ristorante. Tra gli ufficiali, marzialmente in piedi e i borghesi, in parte seduti, notiamo sulla destra un indigeno, accettato nel gruppo, sotto il cui braccio sinistro fa capolino un commensale, forse intenzionato a non essere ripreso, mentre sulla sinistra un altro ripete il gesto di riempire il bicchiere, che ha contraddistinto il pranzo, secondo l’antico costume che vuole che la virilità maschile si distingua anche nel saper mangiare e bere bene e con abbondanza. Alle pareti scudi tricolori e sullo sfondo la piccola statua di una santa (S. Barbara?). Sulla destra, sulla tavola, fa bella vista un fiasco di tradizionale vino della patria lontana.
G. Pucci & F. Muzi Tripoli, positivo al bromuro d’argento 110 x 160, montato su cartoncino marrone, fustellato e riquadrato da un bordo color marrone scuro. Sul retro, a penna “Tripoli, Direzione d’Artiglieria. Papà è quello, in borghese, fra i due ufficiali in piedi a destra. Anni ’20 del sec. XX.

Il pranzo è finito, alla finestra sono appesi i tricolori

A125
Il pranzo è finito, alla finestra sono appesi i tricolori. L’occasione è stata politica. Alcuni dei partecipanti si raggruppano in piedi dietro i protagonisti della riunione che restano seduti.
Sul retro a penna (originale e veritiera?): “Livorno 1921. I delegati del nascituro partito comunista italiano. Il secondo da destra con la sigaretta è Palmiro Togliatti”.
Antonio Zannetti fotografo, positivo al bromuro d’argento, 115 x 165, montato su cartoncino fustellato. Anni ’20 del sec. XX.

Pranzo di nozze

A 130
Pranzo di nozze. Gli sposi sono seduti l’uno accanto all’altra, a capotavola, sullo sfondo della prospettiva fotografica. In un elegante salone d’albergo i parenti e gli amici più intimi si apprestano a festeggiare la nuova coppia.
Senza indicazione d’autore, positivo al bromuro d’argento ad uso cartolina postale, 83 x 130, anni ’20 del sec. XX, Sul retro, a stampa: cartolina postale, carte postale “ Marion".