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 ITALIANI A TAVOLA

Gli anni 50
                   

Non meno interessante è l’osservazione delle immagini che le donne hanno lasciato di sé, fotografate a tavola: nella seconda metà dell’Ottocento e fino alla Prima guerra mondiale quasi austere, dignitose, come attente a non entrare da protagoniste ma da comprimarie nell’inquadratura fotografica, poi più vicine agli uomini. Negli anni ’30 e ’40 esse sono l’elemento estetico della ripresa fotografica di pranzi e banchetti, sorridenti, pur sempre composte, ma sempre più al centro, quasi accolte, anche se più per cavalleria che per riconosciuta parità sociale.
Dopo la Seconda guerra mondiale le donne si muovono nella fotografia, perché impegnate, come mai prima, nei gesti della socialità: conversare, brindare, seguire i bambini presenti, accostarsi ai mariti o ai fidanzati.
L’uomo, viceversa, è signore della tavola fino agli anni ’30, e fino alla Prima guerra mondiale conduce le ore del banchetto dalla sua posizione assiale o centrale, guida i brindisi e raccoglie il gruppo per la ripresa fotografica. Poi, tra gli anni ’30 e ’60, i suoi abiti si fanno più dimessi, lo stare a tavola meno attento, forse più familiare: è la crisi della famiglia patriarcale.

  

               Banco di vendita dell’uva moscato di Maccarese    A 275
Banco di vendita dell’uva moscato di Maccarese (Roma). L’uva non veniva acquistata solo per la tavola ma anche per la merenda dei bambini e per un fresco e gustoso ristoro degli adulti che passavano per la via.
Senza indicazione d’autore, positivo al bromuro d’argento, 50 x 50. Anni ’50 del sec. XX.
  
   
              

A 280
In cucina tre donne si lasciano fotografare mentre sono occupate nella preparazione del pranzo. Prevale un forse senso dell’ambiente a partire dallo scorcio del caminetto sulla sinistra, dalla piccola finestra aperta e dalla lampadina sulla destra. Lo stesso abbigliamento delle donne è significativamente familiare e rappresenta un istante di vita vera in cucina.
Senza indicazione d’autore, positivo al bromuro d’argento su carta Ferrania ad uso cartolina postale, 100 x 70. Anni ’50 del sec. XX.

 

una bambina spalma il burro sulla fetta di pane durante la sua prima colazione

    In cucina tre donne si lasciano fotografare mentre sono occupate nella preparazione del pranzo.
                     A 286
Con attenzione e compostezza una bambina spalma il burro sulla fetta di pane durante la sua prima colazione. Non dimenticherà mai che iniziare la giornata, soprattutto di festa, con un’appetitosa prima colazione rappresenta un momento di gioia.
Sul retro, a penna: Gentilissimi Signori Baldassarri, Roma, Via Giacomo Boni, 4. Grazie degli auguri e tanti bacetti affettuosi. Maria Luisa. Cortina 18-8-952. Timbro postale: Belluno.
Senza indicazione d’autore, positivo al bromuro d’argento su carte Agfa ad uso cartolina postale viaggiata, 80 x 131. Agosto 1952
  
  
                

Seduto al tavolo di un’osteria un uomo di gusta il suo mezzo litro di vino

A 288
Un bambino fotografato tra i barattoli di latte in polvere “Pelargon” della Nestlé. Con il boom economico si diffonde l’abitudine dell’allattamento artificiale.
Sul retro, a penna: Ai cari zii Lilluccia e Pietro De Giorgio, Corso Trieste 173 Roma. Un pensiero affettuoso e tanti baci dal piccolo Francesco. 2-6-956. Timbro postale: Teramo 1956.
Senza indicazione d’autore, fotoriproduzione meccanica ad uso cartolina viaggiata, 150 x 105. 1956 ca.

   

A 287
Seduto al tavolo di un’osteria un uomo di gusta il suo mezzo litro di vino in una pausa di lavoro. È stata questa un’abitudine popolare che ha contraddistinto a lungo il modo di vivere degli italiani.
Senza indicazione d’autore, positivo al bromuro d’argento su carta Ferraia, 130 x 80. Anni ’50 del sec. XX.

 

Un bambino fotografato tra i barattoli di latte in polvere “Pelargon” della Nestlé

  
 
             Sir Winston Churchill    A 289
Sir Winston Churchill con in mano il suo immancabile sigaro siede al tavolino di un albergo durante una vacanza in Italia negli anni del dopoguerra.
Senza indicazione d’autore, positivo al bromuro d’argento in parte abraso nell’angolo anteriore sinistro, 170 x 175. Anni ’50 del XX secolo
 
 
            

A 308
Si brinda con dello spumante e si aprono due torte per festeggiare la posa della prima pietra delle Officine Meccaniche Biffani nel giorno 21 aprile (ricorrenza del Natale di Roma) del 1956.

   Si brinda con dello spumante e si aprono due torte per festeggiare la posa della prima pietra delle Officine Meccaniche Biffani
            

Non solo gli uomini provvedono ad aprire le bottiglie ma anche una giovane donna. È questo un gesto che la madre della stessa non avrebbe mai potuto fare in pubblico.
Sul retro, a penna: 21 aprile 1956, prima pietra Officine Meccaniche Biffani. A matita: 24, 24. Timbro: Nello Novelli foto Reporter, Via G. Barzellotti n. 7, telef. 380.983- Roma.
Nello Novelli, Roma, positivo al bromuro d’argento, 120 x 165. 21 aprile 1956

 
 
            Cinque donne siedono al tavolo di un modesto ristorante    A 311
Al tavolo di un modesto ristorante cinque giovani donne siedono tenendo indosso il soprabito e senza sciogliere il fazzoletto che protegge la testa dal freddo. Siamo forse in una stazione ferroviaria? Il cameriere infatti non sembra avvertire il freddo e le donne sono in transito e sorridono al fotografo
            come se il loro viaggio sia di piacere (lo sarà?). Una di loro ha sistemato una tazza sul piede del bicchiere rovesciato, alludendo così a una situazione anomala, a un equilibrio precario, a un annullamento della disposizione naturale e convenzionale degli oggetti, che li lega alla loro stessa funzione. Queste giovani donne testimoniano che il nuovo loro spazio lavorativo in quello che era il mondo solamente maschile, le porta ora a viaggiare, a uscire di casa, a non smettere nemmeno il pastrano nel sedersi a un tavolo. La via della parità si presenta subito dura e il cameriere sembra sorridere alla parte di testimone di tutto ciò, che la sorte gli assegna.
Senza indicazione d’autore, positivo al bromuro d’argento su carta Ferrania, 85 x 135.
Sul retro stampa ad uso cartolina postale. Anni ’50 del sec. XX
 
  
           

A 318
Al tavolo di una trattoria, con la sigaretta in bocca un uomo conversa con una signora (già presente nelle fotografie). In primo piano una mano femminile tiene una sigaretta in un lungo bocchino (quello delle femmes fatales del cinema muto). Il comportamento a tavola non domestico, quando non si tratta di occasioni ufficiali, dimentica la cosiddetta etichetta e permette atteggiamenti disinvolti e non sempre consoni alla realtà di chi li interpreta oppure ne disvela inconsce aspirazioni nascoste.
Sul retro timbro: Tigelfoto, agenzia reportage fotografiche, Roma. A matita: 74.
Senza indicazione d’autore per Tigelfoto-Roma, positivo al bromuro d’argento, 130 x 180. Anni ’50 del sec. XX.

Si inaugura il bar della testata della stazione Termini di Roma
A 333

Si inaugura il bar della testata della stazione Termini di Roma. Al banco si affollano gli invitati, cui vengono offerti dolci e pasticcini. Il bar di una stazione è come un luogo anonimo dell’alimentazione allora gli invitati improvvisano un vero assalto a prendere più che si può. Non fa più attenzione a ogni formalismo: è una gara a chi conquista la prima fila: emerge l’anima antica e affamata dell’uomo, lo spirito del saccheggio e lo dimostra l’espressione preoccupata del cameriere al banco.
Sul retro a penna: inaugurazione mini-bar di testata stazione Roma Termini, 6-9-50.
Senza indicazione d’autore, positivo al bromuro d’argento, 140 x 200. 6 settembre 1950.

 

  

Al tavolo di una trattoria, con la sigaretta in bocca un uomo conversa con una signora

 

Pranzo ufficiale con alte gerarchie dello Stato e religiose
 

A 320
Pranzo ufficiale con alte gerarchie dello Stato e religiose nel salone di un grande albergo, isolato grazie ad alcuni paraventi sistemati negli intercolumni. Il primo personaggio sulla destra è l’allora giovane Giulio Andreotti, oggi Senatore a vita. In queste occasioni la tavola e i suoi piaceri vengono annullati dal significato e dallo scopo della riunione, gli stessi commensali non siedono insieme in rappresentanza di se stessi ma del proprio ruolo istituzionale. Il loro conversare è indirizzato ad argomenti non coinvolgenti sul piano personale o strettamente relativi all’agenda della riunione. Il commento ai cibi non prevede critiche ma solo complimenti e la moderazione nel mangiare e nel bere è una regola che non ammette contraddizioni.
Senza indicazione d’autore, positivo al bromuro d’argento, 115 x 170. Anni ’50 del sec. XX

   
 
           

A 336
Insieme ad amici e parenti la sposa leva la coppa per dimostrare la gioia della giornata nuziale il cui pranzo si svolge in casa. Il convegno nuziale rappresenta una delle migliori espressioni iconografiche della famiglia.
Sulla fronte, nell’angolo inferiore sinistro: Una foto Leardi. Sul retro, a penna: A zia Giselda, Leo e famiglia offriamo in ricordo. Aff.mi Tiny e Angelo, 21 luglio 1957.
Leardi, positivo al bromuro d’argento, 80 x 130. 21 luglio

     Insieme ad amici e parenti la sposa leva la coppa