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Giorgio Bassani. Il giardino dei libri

Padana

FERRARA PADANA

 

Attorno a Ferrara c’era la campagna, ricca, viva, operosa; e in fondo alla campagna, a levante, a soli quaranta chilometri di distanza, il mare, con spiagge deserte orlate di stupende foreste di lecci e pini: il mare, già, che è sempre una gran risorsa. Ma a parte questo, la città stessa, a entrarci dentro, a osservarla da vicino senza prevenzioni, racchiudeva come ogni altra tali tesori di rettitudine, di intelligenza e di bontà che solamente dei ciechi e dei sordi, oppure degli aridi, avrebbero potuto ignorarli o misconoscerli.


(Il giardino dei Finzi-Contini)

Tese l’orecchio. Silenzio. Soltanto gridi lontani di uccelli invisibili, alti nel cielo. Forse alla catena un cane guaiva poco distante. Portò gli occhi in giro sull’immenso paesaggio che lo circondava.
Vedeva, là, ai limiti del piatto territorio di acque e di isolotti attraverso il quale era venuto e che il sole a tratti già rischiarava, i campanili di Pomposa e di Codigoro: il primo scuro, scabro, grosso, pesante, il secondo esile, candido, lontanissimo, di un nitore quasi metallico, da ago. A destra, dalla parte del Po Grande e della sua foce, la buia massa compatta del bosco della Mesola.
A sinistra le vuote distese della Valle Nuova, e delle altre valli, più oltre. Infine Volano, dinanzi a sé, dopo il ponte, le due file parallele di povere case, alcune ancora col tetto di paglia a canne intrecciate.
(L’airone)

Avanzava strascicando l’ala nell’acqua, a piccole, rapide corse successive intervallate da brevi soste,e scegliendo con cura i fondali più bassi. Passò accanto ai richiami, venne ancora avanti, sempre più avanti. E infine se lo trovò faccia a faccia, a un passo dalla botte, in procinto di prendere terra. Una volta di più si era fermato. Color marrone in tutto, tranne che nelle piume del collo e del petto di un delicato tono beige, e tranne che nelle gambe di un giallo bruno da osso scarnificato, da reliquia, piegava leggermente la testa da una parte, osservandolo: incuriosito, sì, ma non spaventato.
(L’airone)

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