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Dalla Sicilia all'Europa: l'Italia di Brancati

Sup

Anna Proclamer

Antonia

Brancati

Brancati e Antonia

Anna Proclemer

  

Album di famiglia

La moglie ANNA PROCLEMER

L'inverno del 1941 cadde a Roma molta neve. Al teatro dell'Università giungevano in punta di piedi molte ragazze. D'un tratto, dalla quinta fila delle poltrone, verso di me che sedevo in fondo alla sala, una ragazza trentina volse il bellissimo viso in cui due grandi armoniosi sopraccigli segnavano il termine fra una dolcezza sconsolata e una calma genialità. Il finale di Zio Vania, recitando il quale ella si era fatta applaudire da una commissione di giudici, aleggiava ancora sulla sua bocca, a cui la parola felicità, pronunciata nel tono doloroso che le ha dato Cechov, pareva avesse conferito, non solo l'attitudine, ma la forma. Quando la ragazza tornò a voltarsi verso il palcoscenico, sprofondando nel pellicciotto che, sei anni dopo, sarebbe servito da cuccia al nostro cane Nina, io ero già innamorato, e l'idea del matrimonio, che per tanti anni m'era apparsa ripugnante, mi sorrideva come una bella persona che avesse finito improvvisamente di deturparsi con una smorfia.
(da Paolo il caldo, 1954)

 

La figlia ANTONIA

Il mio primo sguardo su di lei: riluttante come quello di chi storce gli occhi sulla fotografia del proprio femore; temevo di capire qualcosa di sconcertante nei riguardi di me stesso. Che conforto, vederla somigliare a mia moglie, in tante parti del viso!
Spero di leggere queste righe fra sedici anni, insieme a mia figlia, e di sorriderne in sua compagnia.

(da Diario romano, 1947)

Brancati    Brancati

Brancati    Brancati

Brancati

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