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Dalla Sicilia all'Europa: l'Italia di Brancati

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Brancati

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La giovinezza siciliana

In Sicilia il giovane Brancati ha condotto gli studi canonici a cui è destinato un giovane di famiglia borghese: il Liceo e l'Università. Ma la precoce vocazione letteraria trova presso di lui alimento nella tradizione isolana che tra Otto e Novecento dà grandi frutti. Quando si tratta di narrativa e drammaturgia, l'Italia intera guarda infatti a Verga, Capuana, De Roberto, Pirandello, Borgese.  Come ultimo anello di una catena così illustre, Brancati si interroga sui rapporti che intercorrono tra Sicilia e letteratura. Perché proprio la sua terra dà i natali a tanti capolavori?

Brancati

Pachino è posta su di un'altura battuta dal vento di due mari: lo Jonio e il Mediterraneo. Questo vento spazza continuamente il paese e fa brillare i ciottoli come diamanti. Le strade sono larghe, bianche e tutte riunite a una grande piazza centrale che, per essere il punto più alto del paese, è visibile da qualsiasi posto e ha l'aspetto liscio, il colore rosso che hanno i luoghi battuti senza sosta dal vento. Quel vento è legato, in un modo molto intimo, alla mia infanzia.
(da Il nonno, 1939)

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Zafferana Etnea è un paese di poche migliaia di abitanti, con una piazza intonacata di bianco, dalla quale si partono, come ali di corvo da un petto di colomba, file di case nere fabbricate con pietra lavica. A seicento metri sopra le falde dell'Etna, s'affaccia sul mare da cui vede scivolare fuori, gonfio, rapido e color di rosa, il sole del mattino.
(da Paolo il caldo, 1954)

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Casa

L'Europa che comincia a nord con fiumi gelati e popoli dal pensiero lucido e senza vertigini, dopo il gran salto delle Alpi, si ingolfa, da questa parte, nel Mediterraneo, e finisce lentamente con la Sicilia.
L'Europa che finisce: ecco la Sicilia,  posta sopra una delle più suggestive parti del mondo, all'ingresso di due Continenti. Da Messina, guarda l'Europa. Da Capo Passero, guarda l'Africa.
In inverno, il vento che scende dal nord porta il vento di Londra, di Leningrado, di Parigi. La gente va con soprabiti che ricordano i figurini delle capitali nordiche.
Nell'estate, il vento che sale dal sud porta l'afa equatoriale: le palme crescono; in qualche orto allignano i datteri; le belle ragazze di campagna acquistano una vaga fisionomia di arabe.
Come questi due venti, una corrente alternata di pensiero attraversa la Sicilia : una, europea, raffinata, in discesa; un'altra, barbara, africana, in salita. Talora gli effetti di queste due correnti si sono cancellati a vicenda. Ma spesso si sono illuminati e integrati l'un l'altro.

(da Intelligenza siciliana, 1929)

Conosco minutamente il sapore che aveva, nel 1927, per un giovane di vent'anni, portato alla meditazione, alla fantasticheria e alla pigrizia, il riscaldarsi per un uomo violento; il credere che stesse per nascere una nuova deliziosa morale per cui il bene era agire e il male dubitare. Aveva il sapore di un bicchiere di vino.
(da Diario romano, 1949)

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