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Internet Culturale: cataloghi e collezioni digitali delle biblioteche italiane

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Dalla Sicilia all'Europa: l'Italia di Brancati

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Dolce vita 

Via Veneto

La Dolce vita romana

L'immediato dopoguerra segna il ritorno di Brancati a Roma in un clima profondamente mutato e più che mai favorevole all'aperto dibattito delle idee. Il biennio 1945-1946 rappresenta per lui «l'unico periodo in cui si ragionò civilmente. La nostra società si sottopose a un duro esame, fu vivace, curiosa, drammatica, moderna. Quanto di peggio c'era in Italia, responsabile di quanto di peggio fosse accaduto all'Italia, stava rannicchiato nel fondo e taceva. La parola venne data per due anni a quanto di meglio avesse il nostro Paese. Se si leggono i libri, i giornali, le riviste di quel tempo, se si ricorda la libertà degli spettacoli teatrali e dei discorsi politici, si rimane ammirati di come un Paese, uscito dalla sconfitta, avesse tanta vitalità e civiltà». Ai Caffè di Caltanissetta o di Catania si sostituiscono quelli di Via dei Condotti e di Via Veneto, dove Brancati incontra Moravia, Cardarelli, Pannunzio, Palazzeschi, Levi, Penna, Flaiano.  Don Giovanni in Sicilia e il Bell'Antonio conquistano il vasto pubblico al quale lo scrittore si rivolge anche con numerose e fortunate rubriche giornalistiche, con le opere teatrali e con il cinema che ormai si avvale della sua collaborazione sempre più intensa.

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