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Internet Culturale: cataloghi e collezioni digitali delle biblioteche italiane

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UNGARETTI. LA BIBLIOTECA DI UN NOMADE

L'infanzia

I genitori di Giuseppe Ungaretti, entrambi contadini della campagna attorno a Lucca, emigrarono in Egitto, perché il padre andò a lavorare come scavatore al Canale di Suez. Fu gravemente ferito sul lavoro, si ammalò e morì quando Ungaretti e il suo fratello maggiore erano ancora piccoli bambini. Ungaretti nacque ad Alessandria d’Egitto ai primi del febbraio 1888.
Rimase in Egitto, prevalentemente ad Alessandria, e solo per poco tempo (1909-1910) al Cairo per lavoro, fino al 1912: nel ‘12 lasciò la «terra africana» e sbarcò a Brindisi, diretto in Francia, a Parigi, per completare i suoi studi che dovevano essere di "diritto", ed accingendosi ad attraversare, con qualche sosta a Roma, Firenze, Milano, l’Italia, la terra dei suoi avi che non aveva ancora mai visto, la «terra promessa», così come gli era stata descritta. Aveva 24 anni. In quei ventiquattro anni si formano le premesse del modo unico e singolare della sua capacità di aprirsi, di sfociare alla poesia. Fino ad allora si era dimostrato molto interessato alla letteratura ed alla cultura, mandando avanti importanti e non facili letture, avendo scelto una cerchia di amici letterati, frequentando scuole francesi e svizzere, ed imparando anche l’inglese, ma, al di fuori di un sonetto scritto a quattordici anni per un compagno di scuola (un certo Alcide) non aveva mostrato nessuna inclinazione alla composizione poetica in proprio pur scrivendo articoli e recensioni sui giornali locali: i suoi studi erano formativi in generale, e la scelta fatta, d’accordo con la madre, fu di completare a Parigi gli studi di diritto.
Questa sua vocazione, diciamo, così tardiva, alla poesia, dà una grande importanza al muto soggiorno egiziano dei primi ventiquattro anni, da una parte perché é lì il serbatoio di tanta sua forza nuova ed originale; e poi perché del tutto anomala si configura cosi la sua preparazione alla poesia.

P. Fazzini, Gatto, 1947, bronzo (Collezione privata)

P. Fazzini, Gatto, 1947, bronzo (Collezione privata). I gatti sono i compagni prediletti del poeta.

 M. Maccari, Ritratto di Ungaretti

M. Maccari, Ritratto di Ungaretti, olio sul tela, cm 24x20.