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LA COSCIENZA DI SVEVO

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Villa Veneziani - Fabbrica

Trieste, Villa Veneziani, Fabbrica della Ditta Veneziani. Trieste, Museo Sveviano.

Lettera

Lettera

Lettera di Ettore Schmitz del 5 giugno 1900. Trieste, Museo Sveviano

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Italo Svevo e Livia Veneziani il giorno del loro matrimonio (1896). Trieste, Museo Sveviano.

Diario

Alessandro Manzoni, Opere Varie, Milano 1881.
Dedica a Ettore Schmitz alla moglie Livia. Trieste, Biblioteca Civica H. Hortis.

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Trieste, Casa natale di Svevo in Viale XX settembre 16, già Via dell’Acquedotto12. Trieste, Museo Sveviano

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Prima impiegato e poi imprenditore, Svevo ha dedicato agli studi letterari e alla scrittura un tempo solo marginale. Vivrà sempre due vite in conflitto, l' una votata al lavoro e agli affetti famigliari e l' altra alla letteratura. Così, il borghese laborioso, che ha di mira il benessere sociale e domestico, contrasta con l'artista dilettante, fuori dai ranghi, che coltiva sogni di gloria. E' l'ambigua e sofferta condizione da cui nascono all'unisono le sue opere e la sua nevrosi.

Livia Veneziani

Livia Veneziani

“Livia Veneziani nata per Schmitz. E' bionda, non v'è dubbio, però ad onta della faccia bianca e degli occhi verdi si potrebbe credere ch'ella avrebbe sopportato benissimo di nascere bruna e non per ciò sarebbe stata meno Livia né meno nata per Schmitz. Donde tutti quei capelli che non parvero destinati a quella testina fine? Talvolta tutta la personcina ne è squilibrata come una pagoda. Donde quella voce di contralto? Bassa, profonda, minacciosa, resta mite e buona tanto spesso e non si capisce come... Oh! tanto bionda nei sentimenti cara Livia!” (*****)

“2 settembre 1896 – ore 10 ant. Strano! Sono sposato da un mese e più e mi ritrovo identico con tutti i miei vizi. Ma fino a questo punto e non più oltre. (Diario per la fidanzata)
1 dicembre 1896, ore 11 ant. Sto fumando l' ultima sigaretta in premio d' essere stato finora senza fumare. Oggi a quattro mesi fa ci siamo svegliati a Gorizia ai due "effe", alla felicità e al fumo. Il secondo finora non m’abbandonò, l’altra aumentò sempre. Il secondo restò per opera mia, la prima per tua. Così siamo uguali!”
(Lettere alla moglie)

Manzoni, Opere

ITALO SVEVO
Diario per la fidanzata
Ettore Schmitz e Livia Veneziani si fidanzarono il 20 dicembre 1895: tre giorni dopo lei gli regalò un Kalendarbuch, ricevuto per il suo ventunesimo compleanno da una compagna di collegio. A Ettore fu chiesto di trasformarlo in un Diario per la fidanzata nel quale lui scrisse fino al 2 settembre 1896.
Museo Sveviano, Trieste

"Dal violino io trassi delle soddisfazioni che sole potevano legarmi ad esso per quasi vent' anni. A Trieste potei organizzare un quartetto di dilettanti, da violoncello di prim' ordine, il primo violino un ottimo lettore, la viola un musicista di gusto. Il secondo violino (io) era il più laborioso e il più disgraziato. C' era un grande affetto fra quartettisti, tant'è vero che quando io stonavo e perciò tutto il quartetto strideva come un' adunanza di serpenti, nessuno guardava me. Io mi ripiegavo su me stesso e da vera serpe cercavo la mia coda per cacciarvi i denti e punirmi. Gran bella cosa l' amicizia! Per essa anche quel quartetto diventava più letterario che musicale. Ma esso tuttavia produsse anche musica, una musica che tendeva sempre alla letteratura.” (****)

Violino

Il violino di Italo Svevo

 

L'insuccesso di Senilità, che pubblicai a 37 anni, mi fece risolvere di abbandonare del tutto la letteratura. M'ero sposato, avevo una figlia e bisognava diventare seri. Non solo abbandonai la Banca, che pur mi lasciava il tempo di pensare e scrivere e mi misi in un'industria che mi caricava di grandi responsabilità e m'imponeva un'attività illimitata, ma per non ricadere una terza volta nella letteratura, sentendo che qualche cosa in me domandava una esplicazione artistica, dedicai le poche ore che mi restavano libere allo studio del violino.” (Soggiorno londinese)