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LA COSCIENZA DI SVEVO

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Nudo di schiena

Umberto Veruda, Nudo di schiena, 1901-1904 ca. Olio su tela. Trieste, Civico Museo Pasquale Revoltella.

J. Joyce

James Joyce (ca. 1917)

Lettera

Lettera di James Joyce a Italo Svevo del 1 aprile 1924. Trieste, Museo Sveviano.

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Italo Svevo con la moglie Livia e la futura moglie di Eugenio Montale, Drusilla Tonzi Marangoni, insieme ad un amico (febbraio 1928). Trieste, Museo Sveviano.

Foto

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Lettera

Lettera di Eugenio Montale del 5 marzo 1926. Trieste, Museo Sveviano.

Lettera

Lettera di Italo Svevo a Valery Larbaud s.d. Trieste, Museo Sveviano.

Lettera

Lettera di Valery Larbaud a Italo Svevo del 24 giugno 1925. Trieste, Museo Sveviano.

Oltre agli affetti familiari, sorreggono la vita di Svevo profonde amicizie. Quella con il pittore Veruda segna gli anni decisivi della giovinezza: li accomuna un appassionato interesse per l'arte vissuta come trasgressione. Fra i letterati triestini, Saba e Stuparich comprendono la grandezza di Svevo e hanno lasciato toccanti testimonianze del loro incontro con lo scrittore. Benco e Bazlen contribuiranno poi al suo successo, come, fuori dalla città natale, Hayse, Joyce e Montale, ai quali va attribuita la "scoperta" dei romanzi sveviani. E' infatti Joyce a segnalarli agli amici parigini, Larbaud e Cremieux, che si occuperanno della traduzione e del lancio di una narrativa più affine a quanto si produce in Europa che in Italia, dove tuttavia anche Montale si adopera perché venga conosciuta e diffusa.

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Italo Svevo e Umberto Veruda ritratti a Trieste (ca. 1892). Trieste, Museo Sveviano

“Intorno al 1906 egli sentì il bisogno per i suoi affari di perfezionarsi nella lingua inglese. Prese perciò alcune lezioni dal professore più noto che ci fosse a Trieste: James Joyce... che dovette insistere perché gli fossero consegnati per la lettura i due vecchi romanzi. Una vita gli piacque meno. Invece ebbe subito un grande affetto per Senilità di cui ancora oggidì sa qualche pagina a memoria. (Profilo autobiografico)

Lettera

Lettera di Benjamin Cremieux a Italo Svevo 22 giugno 1925. Trieste, Museo Sveviano.

Lettera

Lettera di Benjamin Cremieux a Italo Svevo del 17 febbraio 1926. Trieste, Museo Sveviano.

Lettera

Lettera di Benjamin Cremieux a Italo Svevo dell’agosto o settembre 1927. Trieste, Museo Sveviano.

Lettera

Lettera di Benjamin Cremieux a Italo Svevo del 5 febbraio 1928. Trieste, Museo Sveviano.

Lettera

Lettera di Benjamin Cremieux a Italo Svevo del 18 maggio 1928. Trieste, Museo Sveviano.

Caro amico, ... Grazie del romanzo (La coscienza di Zeno) con la dedica. Sto leggendolo con molto piacere. Perché si dispera? Deve sapere ch’è di gran lunga il suo miglior libro. ... Per ora due cose mi interessano. Il tema: non avrei mai pensato che il fumare potesse dominare una persona in quel modo. Secondo: il trattamento del tempo nel romanzo. L’arguzia non vi manca.” (Joyce a Svevo, Parigi, 30 gennaio 1924)

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“Svevo poteva scrivere bene in tedesco; preferì scrivere male in italiano. Fu l’ultimo omaggio al fascino assimilatore della “vecchia” cultura italiana. E’ la storia dell’amore - prima della “redenzione” di Trieste- per l’Italia. (Umberto Saba, Scorciatoie e raccontini)