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Disegnare con la Luce. I fondi fotografici delle biblioteche statali

Roma - Biblioteca di Archeologia e di Arte
     


Presso la Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte di Roma non esiste un archivio che riunisca tutto il materiale fotografico posseduto, ma album o gruppi numerosi di fotografie sono presenti nelle diverse sezioni della biblioteca, particolarmente nei fondi speciali. Materiale fotografico è presente nel Dono Belli Barsali recentemente acquisito, dove, insieme ai libri provenienti dalla biblioteca della studiosa ed alle sue carte, si conservano diapositive, negativi, lastre in vetro e stampe fotografiche utilizzate per le sue ricerche.
Il numero più consistente di fotografie - oltre un migliaio - e più interessante dal punto di vista storico si trova nella Collezione di grafica e nel Fondo di manoscritti Lanciani e nell'Archivio Monneret.

Collezione Lanciani
La raccolta di stampe, disegni e fotografie appartenuta a Rodolfo Lanciani è pervenuta in biblioteca nel 1929, insieme ai libri e ai manoscritti dell'archeologo e studioso di topografia romana.
Questa collezione fu collocata da Achille Ferruzzi così come l'aveva ordinata il Lanciani, il quale, interessato maggiormente al valore documentario - piuttosto che a quello artistico - delle immagini, raggruppò in cartelle - senza tener conto delle tecniche, del formato o della datazione - i fogli su cui erano raffigurati determinati monumenti, 1uoghi" (ad esempio il Tevere, il Quirinale, le Vie suburbane), piante e così via, costituendo uno strumento utilissimo per quanti, archeologi, storici dell'arte, architetti, studiano la città di Roma, i suoi monumenti ed il suo sviluppo urbanistico.
Le fotografie, di grande importanza per la ricerca storica, sono comprese nell'arco di tempo che va dal 1860 al 1910. Purtroppo il loro stato di conservazione non è ottimo: esse presentano spesso un generale ingiallimento e sbiadímento anche molto marcato dell'immagine, ed essendo state incollate sulle pagine di volumii di grosso formato hanno subito talvolta dei danneggiamenti.

Manoscritti Lanciani
Il Fondo Lanciani acquisito dalla BiASA nel 1929, comprende i volumi della Biblioteca di Rodolfo Lanciani (Roma, 1845 -1929), la Collezione di stampe e disegni ordinata in cartelle per argomento dal Lanciani stesso, i manoscritti nonché appunti di studio autografi, relazioni di scavo, documenti d'archivio, disegni e una gran quantità di fotografie, che, pervenute sfuse, sono state raccolte, negli anni '60, in volumi collocati nella Sezione manoscritti Lanciani.
Mentre la maggior parte delle fotografie inserite nella Collezione di stampe riguardano Roma, le foto presenti nella Sezione manoscritti interessano anche la campagna romana e altre località del Lazio e risultano in larga parte inedite.
Dal punto di vista scientifico sono interessanti perché documentano le fasi dello scavo archeologico, fornendo in alcuni casi elementi inediti sulle vicende legate ad importanti scoperte come, ad esempio, le fotografie che illustrano il ritrovamento della copia del Discobolo di Mirone nella "casetta della regina Elena" a Castel Porziano.
Altre, invece, rivelano aspetti meno noti dell'attività e della personalità del Lanciani, momenti conviviali e passeggiate in compagnia di amici o parenti.

Rodolfo Lanciani alle rovine di Tuscolo durante una pausa di riflessione

BiASA; Mss.Lanc. 125. e 95 n 101
Manoscritti Lanciani
Rodolfo Lanciani alle rovine di Tuscolo durante una pausa di riflessione,
3.5.1895. alburnina: 120 x 90
st.c.: buono

   

Grottaferrata - Borghetto

BiASA; Mss.Lanc.91.3 c.67, n'7;
Manoscritti Lanciani
Grottaferrata, Borghetto: Castello Savelli, ruderi delle mura, Rodolfo Lanciani, secondo da sinistra in piedi con accanto ilfotografò e, probabilmente, la moglie Elena.
Serie: IX "Albanum Domitiani"
n.ingr. "40143",
1895 ca.; albumina; 150 x 111 mm; st.c.: buono.

Archivio Monneret
nella Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte Nei Fondi archivistici della BiASA, tra i materiali di studio degli autori, appunti, bibliografie, disegni, si trovano anche fotografie, diapositive, lastre, che avrebbero dovuto essere di corredo alle loro pubblicazioni e che invece spesso sono rimaste inedite.
Il Dono Monneret, acquisito dalla Biblioteca di archeologia e storia dell'arte nel 1956, prende il nome da Ugo Monneret de Villard, archeologo e orientalista, patrocinatore di campagne di scavo nell'Africa nordorientale. Il Fondo comprende una importante raccolta di libri d'ar-te e di archeologia orientale, nonché un archivio costituito dal materiale Archivio del Fondo Monneret preparatorio per le numerosissime pubblicazioni del Monneret stesso.
Questa serie di fotografie, che non risulta pubblicata, conservata nell'archivio, documenta il trasporto dell'obelisco di Axum e la sua collocazione in piazza di Porta Capena, davanti alla sede della FAO, edificio che ospitava all'epoca il Ministero dell'Africa Italiana. L’obelisco era stato scelto dal Monneret, che, proprio per la sua fama di orientalista, era
stato inviato nel 1937, in Etiopia per individuare, quale simbolo del pro-clamato Impero, la più significativa delle decine di stele che giacevano, spezzate, nella piana della città santa di Axum. Le fotografie, probabil-mente scattate dallo stesso Monneret, documentano in parte le difficoltà incontrate durante il trasporto.

Obelisco - arrivo alla stazione Ostiense

BiASA; n. ingr.: 502.060
Archivio del Fondo Monneret
La quinta parte dell'obelisco viene scaricata nella stazione Ostiense di Roma; sullo sfondo si intravede la piramide di Caio Cestio.
Monneret riferisce erroneamente la fotografia a Napoli
.
1937; b/n, bromuro d'argento; 180 x 238mm; st.c.: buono

Obelisco - Trsporto dalla stazione Ostiense

BiASA; n. ingr. 502.064
Archivio del Fondo Monneret
L'obelisco viene trasportato con un autocarro dalla stazione Ostiense a piazza di Porta Capena
1937; b/n, bromuro d'argento; 172 x 233 mm; st.c.: buono.

  

Acquedotto Claudio

BiASA; n° inv.: 18592, Rorna
XI 12 VI 4
Collezione Lanciani
Acquedotto Claudio in congiunzione con l'acqua Julia, Tepula, Marcia e Felice a Porta Maggiore.

Mausoleo rotondo a Tor de Schiavi, dopo il restauro

BiASA; n° inv.: 29714; Roma
XI 28 VI 16
Collezione Lanciani
R. Moscioni
Mausoleo rotondo a Tor de Schiavi, dopo il restauro,
post 1910; albumina;
194 x 256 mm; st.c.: buona.

Roma, Rione IX: stallaggio a via Margana 40

BiASA; Mss. Lane. 84.3 e. 165
Manoscritti Lanciani
Roma, Rione IX: stallaggio a via
Margana n. 40

Sulla targa, rimossa agli inizi
del secolo XX, sovrastante il
portone costituito da architrave
e stipiti con fregio di epoca
romana, si legge: "Albergo per cavalli, vetture e carretti/spaccio
di fieno",
1905 ca.; albumina; 107 x 152mm; st.c.: discreto.

Roma - scavi nel passaggio della Porta Tiburtina

BiASA; Mss.Lanc.128.2, n° 7; Manoscritti Lanciani
Roma: scavi nel passaggio della Porta Tiburtina (allora Porta S. Lorenzo), abbassato dall'interramento del piano stradale; oltre la Porta si intravede un edificio tuttora esistente, 191 anche se parzialmente rimaneggiato,
maggio 1917; b/n, bromuro d'argento; 162 x 233 mm; st.c.: mediocre; presenza di sali d'argento.

Parte obelisco ancora nella spianata di Axum

BiASA; n.ingr: 502.058
Archivio del Fondo Monneret
Ugo Monneret (?)
La quarta parte dell'obelisco ancora seminterrata nella spianata di Axum
.
La stele alta circa ventiquattro metri con una struttura di 11 piani, giaceva spezzata in cinque pezzi.
1937; b/n, bromuro d'argento;
118 x 17Imm; st.c.: buono.

Obelisco di Axum - trasporto

BiASA; n.ingr.: 502.059
Archivio del Fondo Monneret
Una parte dell'obelisco, viene issata sulla nave per essere trasportata fino a Napoli
.
Il Monneret aveva dovuto organizzare il trasporto fino a Massaua e da lì a Napoli e poi a Roma con enormi difficoltà tecniche.
1937; b/n, bromuro d'argento; 121 x 239 mm; st.c.: buono.

Obelisco di Axum

BiASA; n. ingr. 502.065
Archivio del Fondo Monneret
L'obelisco di Axum, alto complessivamente ventiquattro metri, viene ricomposto per essere eretto in Piazza di Porta Capena, davanti all'edificio che ospitava il Ministero dell'Affica Italiana
,
ora sede della FAO, 1937; b/n, bromuro d'argento;
172 x 233 mm; st.c.: buono.