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Archeologia in posa

Anfiteatro Flavio e meta Sudans

Il Colosseo e la meta Sudans ripresi dalle pendici del Palatino 

Colosseo e la meta Sudans ripresi
dalle pendici del Palatino in una foto di
circa il 1870-1880.

 

La valle dell'Anfiteatro con la metà Sudans e l'Arco di Costantino

La valle dell'Anfiteatro con la meta Sudans
e l’Arco di Costantino in una foto di
circa il 1880.

Vista del Colosseo dall'alto

Veduta del Colosseo dall’alto in una foto di
circa il 1880. A sinistra la collina della Velia;
dietro gli alberi il fronte delle case di via del Colosseo e di via della Polveriera.
A destra il Convento di Santa Maria Nova
che occupa la platea del Tempio di Venere
e Roma.

 

La valle dell’Anfiteatro con lo sfondo dei Colli Albani in una foto del 1895

La valle dell’Anfiteatro con lo sfondo dei
Colli Albani in una foto del 1895, durante
gli scavi Gatti che liberarono il fronte
del Colosseo verso l’Esquilino.

L'arena del Colosseo completamente interrata

L’arena del Colosseo completamente interrata.
Ai bordi le quattordici edicole della via Crucis costruite dopo che Benedetto XIV (1740-1758) aveva consacrato l’Anfiteatro alla passione di Gesù dichiarandolo sacro per il sandue che vi avrebbero versato i martiri cristiani. Circa 1870
.

Veduta aerea della valle dell’Anfiteatro

Veduta aerea della valle dell’Anfiteatro con il basamento del colosso di Nerone, la meta Sudans e l’Arco di Costantino in una foto di circa il 1895.

          

Nella valle compresa fra i colli Palatino, Esquilino e Celio la mole del Colosseo costituisce il centro visivo e ideale della sistemazione urbanistica, realizzata negli anni Trenta, dell'area archeologica centrale percorsa da attraversamenti convergenti che lo inquadrano prospetticamente da piazza Venezia, dall'Esquilino, dal Laterano, dal Circo Massimo.
L’isolamento dal contesto monumentale all'intorno è, comunque, un dato che risale agli inizi dell'Ottocento, inserito nei progetti di riassetto urbano elaborati dalla amministrazione francese attiva a Roma dal 1809 al 1814 sotto la guida del prefetto Camille De Tournon.
Il progetto complessivo prevedeva la creazione di una grande arca archeologica posta all'inizio del centro storico e a questo proposito il Canina formula l'ipotesi di riunire le rovine antiche in un grande parco esteso nella parte meridionale della città, dal Campidoglio per il Foro, il Palatino e il Colosseo alla via Appia. L’impostazione concettuale che esaltava la monumentalità dell'Anfiteatro Flavio anche a costo della distruzione del tessuto urbano sviluppatosi all'intorno, con il risultato di alterare il rapporto con le restanti e altrettanto cospicue evidenze archeologiche presenti nell'area, verrà profondamente assimilata e condivisa dai diversi tecnici che si susseguono nell'esecuzione dei piani di risanamento e adeguamento urbanistico e si andrà progressivamente realizzando già a partire dagli interventi del restaurato governo pontificio nella prima metà dell'Ottocento.
Nella medesima direzione si muovono gli interventi posti in atto dall'amministrazione italiana, dopo l'unificazione nazionale e la dichiarazione di Roma capitale, cioè a partire dal 1870, con l'intenzione di ampliare e abbellire la città emulando l'attività di imperatori e papi. Purtroppo, nell'elaborazione delle strategie di ammodernamento, cominciava ad introdursi pesantemente il concetto di demolire e sventrare l'esistente per edificare il nuovo. Un insieme urbano era considerato una massa impenetrabile, necessitando di adeguati interventi per la realizzazione di "due o tre grandi linee di strade" colleganti i "principali monumenti ed i centri più importanti" e utili "a raggiungere i punti più ragguardevoli senza ingombro e senza disagio”.
Si ribadisce, quindi, con ulteriore definizione, la caratteristica di isolamento quale unica, adeguata, forma di valorizzazione di un monumento antico e più strettamente le si affianca la funzione dei monumento stesso quale fulcro di irradiazione di percorsi stradali che collegano direttamente gli estremi della città.
In tale contesto, si può facilmente immaginare quale polo di attrazione abbia costituito il Colosseo e come si sia arrivati a dare progressiva attuazione all'originario progetto del Governatorato francese di creargli intorno una piazza, completa di giardini e adeguatamente servita da una strada. Il modello erano i parchi delle grandi città dell'Ottocento, l'archeologia ne costituiva il particolare abbellimento.