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Archeologia in posa

Arco di Costantino

 

 

Il lato meridionale dell’Arco di Costantino

Il lato meridionale dell’Arco di Costantino in una foto degli anni 1870-1890.

 

Il lato settentrionale dell’Arco di Costantino

Il lato settentrionale dell’Arco di Costantino in una foto del primo decennio del Novecento, quando fu sistemata la recinzione lignea intorno alla meta Sudans.

 

Il fornice minore

Il fornice minore orientale inquadra la prospettiva di via San Gregorio in una foto del 1879-1898 (?).

 

Il treno per il trasporto dei detriti

Il treno per il trasporto dei detriti provenienti dai lavori per la costruzione di via dei Trionfi (aprile 1932).

 

1933 - Inagurazione Via dei Trionfi

Nel 1933, con una grande parata, fu inaugurata la nuova via dei Trionfi. Al centro della foto è riconoscibile la meta Sudans parzialmente demolita.

L’Arco di Costantino protetto da sacchi di sabbia

L’Arco di Costantino protetto da sacchi di sabbia durante la seconda guerra mondiale.

        

L’arco trionfale, a tre fornici, è dedicato a Costantino dal Senato come si legge nell'iscrizione incisa su ambedue i lati lunghi dell'attico: Imp(eratori) Caes(ari) Fl(avío) Costantíno Maxinio / P(io) F(elici) Augusti s(enatus) p(opulusque) R(omanus) / quod instinctu dívinitatís mentis / magnitudine cum exercitu suo tani de tyranno quant de omni eius lfactíone uno tempore iustis / rem publicam ultus est arntís arcum tríumphis insignem dicavit (CIL VI 1139 = ILS 694). L’iscrizione dedicatoria commemora la vittoria riportata nel 312 d.C. da Costantino e dal suo esercito sul 'tiranno' Massenzio e su tutta la sua fazione, presso il Ponte Milvio. Alla grandezza dello spirito (mentis magnitudo) e all'ispirazione della divinità (ínstinctu divinitatis) è ascritta la vendetta sull'usurpatore e gli episodi delle campagne militari contro Massenzio da Milano, a Verona, a Roma costituiscono il soggetto del fregio posto al di sopra dei fornici minori. Le virtù dell'imperatore sono celebrate in due iscrizioni, sovrastanti i due rilievi nel fornice centrale, che lo acclamano Liberator Urbís e Fundator Quietis.
Nel nuovo contesto religioso in cui va maturandosi la conversione di Costantino, l'espressione dell'intervento divino è stata interpretata come impossibile conferma della leggendaria apparizione della croce prima della battaglia di Ponte Milvio che i contemporanei designavano, invece, con il toponimo ad saxa Rubra dalla località lungo la via Flaminia dove essa aveva avuto inizio. L’ambigua espressione allude, piuttosto, alla protezione della divinità propria all'imperatore il cui spirito appare sempre più identificabile con la divinità stessa.
La datazione al 315-316 d.C. è ricavata dall'iscrizione VOT(IS) X VOT(IS) XV sul fronte nord che, insieme all'altra parallela SIC X SIC XX sul fronte sud, si riferisce ai vota soluta e ai vota suscepta in occasione della ricorrenza dei Decennalia dell'imperatore rientrato appositamente a Roma per partecipare alle celebrazioni protrattesi per tutto il 316 d.C. (Eusebio, Vita Const. 2.48).
L’Arco di Costantino compare frequentemente citato nelle fonti di età medievale, mentre non ne abbiamo notizia alcuna da fonti letterarie più antiche. Utilizzato come fortificazione nel Medioevo e incluso nel castello dei Frangipane (metà del XII secolo), uscì praticamente indenne da queste forme di riuso salvandosi anche, probabilmente per essere dedicato al primo imperatore della cristianità, dalle sistematiche spoliazioni dei monumenti della città antica.
E’ collocato sul percorso della via Triumphalis, nel tratto che si estende nella valle tra Palatino e Celio, più precisamente in un'area da sempre altamente qualificata e significativa, dove dovevano situarsi le curíae Veteres del pomerio tacitiano. L’attuale isolamento dell'arco, che appare in posizione preminente ma separato e in qualche modo indipendente dal contesto monumentale circostante, è di fatto il risultato di successivi interventi urbanistici concepiti eccezionalmente, che modificarono di molto la topografia del luogo.