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Archeologia in posa

Circo Massimo

L’area del Circo Massimo finalmente libera da ingombri in una foto degli anni 40

L’area del Circo Massimo finalmente libera da ingombri in una foto degli anni Quaranta.

I muri radiali di sostegno

I muri radiali di sostegno della cavea
del circo sul lato occidentale, posti in luce
negli scavi del 1928 e del 1936
.

Il Circo Massimo in una foto degli anni 50

Il Circo Massimo in una foto degli anni
Cinquanta. Al centro, isolato, il sito della spina
.

Le pendici sud-est del Palatino

Le pendici sud-est del Palatino verso il circo. Al centro il piccolo edificio d’ingresso a Villa Mills, costruito nel 1949 da R. Smith alle cui spalle si intravede la strada carrabile che saliva da via dei Cerchi al Palatino. Veduta stereoscopica.

    

Il Circo Massimo è posto nella valle detta Murcia - compresa tra Palatino e Aventino - che sin dall'età preistorica fu interessata dal passaggio dei traffici e dei commerci nella zona vicina al più facile guado del Tevere presso l'isola Tiberina. Il suo ruolo primario nella storia delle origini di Roma è sottolineato dall'episodio del ratto delle Sabine, avvenuto durante i giochi indetti da Romolo per il rinvenimento dell'altare di Consus proprio nella valle. Le fonti attribuiscono la nascita del circo a uno dei due Tarquini, al quale è probabilmente da attribuire anche il drenaggio delle acque che attraversavano la valle.
Man mano il circo fu attrezzato, prima con strutture mobili lignee, poi con piattaforme e strutture più stabili. Al 329 a.C. data la costruzione dei primi carceres fissi. Giulio Cesare nel 46 a.C. pose mano alla definitiva sistemazione dell'edificio, che però bruciò nel 31 a.C. e fu restaurato da Augusto, che aggiunse il pulvinar imperiale sulle gradinate verso il Palatino e collocò nello spazio tra le due mete l'obelisco di Ramses II, ora in piazza del Popolo. Il circo d'epoca augustea doveva essere bellissimo perché lungo 429 metri, largo 118, con un euripus che correva intorno a tutta l'arena e una capacità di 150.000 spettatori seduti nell'immensa cavea divisa in sedili di pietra e di legno. L’edificio subì danneggiamenti sotto il regno di Tiberio, cui seguirono subito lavori di ristrutturazione e migliorie apportate da Claudio. Sotto il regno di Nerone il celebre e infausto incendio del 64 d.C. prese inizio proprio dalle tabernae del circo che affacciavano nel lato più vicino al Celio e distrusse gran parte della città e tutto l'edificio, che però fu restaurato velocemente per accogliere il ritorno trionfale dell'imperatore dalla Grecia.
Plinio il Vecchio parla del Circo Massimo come di uno degli edifici più belli dell'età di Vespasiano e con gradinate per 250.000 spettatori. La vita del circo fu assai movimentata: sotto il regno di Antonino Pio e sotto quello di Diocleziano si verificarono due terribili crolli dei sedili della summa cavea nei quali perirono rispettivamente 1.112 e 1.300 persone. Restauri importanti furono compiuti da Costantino che lo abbellì portando un secondo obelisco dall'Egitto che venne collocato sulla spina nel tratto nordovest.
Al tempo di Teodorico l'edificio era ancora perfettamente funzionante e sede di spettacoli, che si svolsero fino al 549, quando furono soppressi. Il circo era lungo circa m 600 e largo m 140, con una cavea di m 30 di larghezza.