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Archeologia in posa

La sistemazione del Circo Massimo

La valle Murcia con lo sfondo del Palatino

La valle Murcia con lo sfondo del Palatino
in una foto di circa il 1870. In primo piano
due monumenti funerari del Cimitero Ebraico esistente nella valle dal 1645 al 1934.

Il Circo Massimo e il lato sud del Palatino

Il Circo Massimo e il lato sud del Palatino
ripresi dagli orti alle pendici dell’Aventino.
Tra  i filari di cipressi si intravede la struttura circolare del Gazometro, spostato sulla via Ostiense nel 1910.

Una veduta di via dei Cerchi

Una veduta di via dei Cerchi e di Sant’Anastasia in una foto del 1910. A destra, le inconfondibili strutture del Gazometro.

Veduta area del Circo massimo

Veduta aerea del Circo Massimo occupato
dalle strutture temporanee della Mostra del Tessile Nazionale (1937).

Il Circo Massimo dopo il 1934

Il Circo Massimo dopo il 1934 quando la Torre della Moletta fu isolata e restaurata.

        

Nel Medioevo la zona circostante si andò man mano interrando e fu adibita a uso agricolo.
Nel Rinascimento sappiamo che l'area era ridotta a una palude, nella quale, nel 1587, furono scavati i due obelischi della spina da Domenico Fontana, per ordine di papa Sisto V. I lavori furono complessi e costosi a causa dell'acqua che sgorgava da ogni parte nella valle, rendendola adatta alla coltivazione e facilitando la nascita di orti, che infatti erano numerosi e contigui uno all'altro. Nella pianta di Roma dei Nolli del 1748 essi sono proprietà del Convento di Santa Maria in Cosmedin, di Sant'Eligio dei Ferrari, di San Silvestrino e dei Marchesi del Bufalo i cui orti erano confinanti, anzi quasi occupati dal Cimitero Israelitico, la cui storia è assai singolare.
Durante il lungo periodo della clausura degli Ebrei nel Ghetto di Roma era fatto divieto a essi di possedere beni immobili, un’eccezione era fatta solo per la Compagnia della Carità e della Morte, che doveva provvedere al seppellimento dei morti. Essa avevaalcuni terreni vicino alla Chiesa di San Francesco a Ripa a Trastevere, ma nel 1587 i lavori per le nuove mura di Porta Portese restrinsero di molto le loro proprietà, cosicché papa Innocenzo X, nel 1645, concesse alla Compagnia di acquistare altri terreni per il cimitero, che furono individuati nella zona del Circo Massimo, in una serie di vigne confinanti l'una con l'altra che arrivarono a raggiungere la marrana dell'acqua Crabra, nel lato lungo sud della valle. Il cimitero fu attivo fino al 1894, quando fu aperto il nuovo Cimitero Israelitico al Verano e da quel momento in poi vi furono soltanto tumulati defunti nelle tombe di famiglia. Nel 1934 esso fu definitivamente e velocemente smantellato per la costruzione della nuova via del Circo Massimo.
Durante i lavori per la costruzione della nuova strada, la valle del Circo Massimo venne liberata di tutti i capannoni e gli edifici industriali che l'avevano occupata e divenne il prato che vediamo tuttora, mentre la Torre dei Frangipane venne isolata e restaurata. Furono anche salvati i cipressi del Cimitero Ebraico che, trovandosi sul tracciato della nuova strada, avrebbero dovuto essere abbattuti e che invece furono spostati dal Muííoz nel nuovo piazzale Romolo e Remo e lungo i bordi della nuova strada, con un’ardita e riuscita operazione di trapianto, oggetto dell'interesse e della curiosità dei contemporanei soprattutto per il buffo aspetto degli alberi incappucciati con tela umida per ridurne la traspirazione.