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Marinetti e il Futurismo

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F. T. Marinetti, «Zang Tumb Tuuum», 1914, copertina

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F. T. Marinetti, «Parole in libertà futuriste Olfattive tattili-termiche», 1932. Libro di latta, «Litolatta», copertina. Grafica e impaginazione di Tullio d’Albisola.

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Karrek Nero, Il trionfo di Marinetti a Milano e a Mosca, caricatura pubblicata sul quotidiano «Nov», 30 gennaio 1914

          

Con il Manifesto tecnico della letteratura futurista (11 maggio 1912) il movimento di Marinetti compie il salto qualitativo più importante nel campo della sua storia letteraria. Nel periodo dal 1909 al 1912 si è affermato l'uso del verso libero e le forme del linguaggio poetico tradizionale non sono state contestate. Con il manifesto del 1912 Marinetti punta invece a infrangere i rapporti sintattici della discorsività attraverso il recupero dell'analogia, uno strumento retorico che gli consente di approdare ad una sorta di gestione anarchica del logos.
L'analogia diviene metodo della nuova grammatica futurista, che risente delle riflessioni e sperimentazioni dei pittori futuristi sulle "compenetrazioni" e la "simultaneità di stati d'animo", dove sono abolite l'unità di tempo e spazio e la prospettiva convenzionale. Ai limiti imposti in pittura dalla prospettiva classica corrispondono nella lingua letteraria quelli dettati dal periodo latino, il quale, secondo Marinetti, blocca la mobilità del pensiero, della memoria e della percezione, che costituiscono la "materia", secondo l'indicazione di Bergson. E la «psicologia intuitiva» viene indicata in questo manifesto come chiave di una comprensione più vasta, che giunga laddove la logica non può arrivare.
L'uso dell'analogia serve a infrangere la razionalità del discorso in una miriade di rapporti, "campi magnetici", come dirà più tardi Breton, o "reti d'immagini", secondo la definizione marinettiana, che avviluppano e colgono "ciò che vi è di più fuggevole e di più inafferrabile".

"( ... ) Bisogna distruggere la sintassi disponendo i sostantivi a caso, come nascono ( ... ). Si deve usare il verbo all'infinito ( ... ).
Si deve abolire l'aggettivo ( ... ). Si deve abolire l'avverbio ( ... ).
Ogni sostantivo deve avere il suo doppio ( ... ). Esempio: uomo - torpediniera ( ... ). Bisogna dunque sopprimere il come, il quale, il così, il simile a (…). Abolire anche la punteggiatura ( ... ). Per accentuare certi movimenti e indicare le loro direzioni, s'impiegheranno segni della matematica: + - x: = > <, e i segni musicali. ( ... ) L'analogia non è altro che l'amore profondo che collega le cose distanti, apparentemente diverse ed ostili.
Solo per mezzo di analogie vastissime uno stile orchestrale, ad un tempo policromo, polifonico, e polimorfo, può abbracciare la vita della materia.
( ... ) Distruggere nella letteratura l"io', cioè tutta la psicologia. L'uomo completamente avariato dalla biblioteca e dal museo, sottoposto a una logica e a una saggezza spaventose, non offre assolutamente più interesse alcuno ( ... ). Sostituire la psicologia dell'uomo, ormai esaurita, con l'ossessione lirica della materia. ( ... ) Facciamo coraggiosamente il 'brutto' in letteratura, e uccidiamo dovunque la solennità ( ... ). Bisogna sputare ogni giorno sull'Altare dell'Arte!".


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Enrico Prampolini, Ritratto di Marinetti poeta del Golfo della Spezia, 1933-34 circa

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Tullio Crali, Marinetti parolibero

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Marinetti, Tavola parolibera, 1917