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Marinetti e il Futurismo

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Fortunato Depero, Marinetti temporale patriottico, 1924

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Filippo Tommaso Marinetti, Guerra sola igiene del mondo. Milano, Edizioni futuriste di «Poesia», 1915

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R. M. Baldessari, Marinetti soldato, 1917

          

La mistica del conflitto ha una prima verifica nell'impresa di Libia (1911), salutata con il manifesto Per la guerra sola igiene dei mondo, dove il "panitalianismo" è obiettivo prioritario: "Siano concesse all'individuo e al popolo tutte le libertà, tranne quella di essere vigliacco. Sia proclamato che la parola Italia deve dominare sulla parola Libertà". Contrario al nazionalismo retorico, ma distante pure dal patriottismo populista di Pascoli, che in questa occasione pubblica La grande proletaria si è mossa, Marinetti ne La battaglia di Tripoli (1912) esalta la guerra moderna con la sua estetica spettacolare, l'uso di macchine belliche, nuove tecnologie, obici, shrapnels, mitragliatrici e gli aeroplani impiegati per la prima volta a scopo militare. La narrazione si svolge con incalzante carica affabulatoria, nell'intreccio di realtà e immaginazione, con l'animismo e l'antropomorfismo a forte componente ludica, tipici delle figure marinettiane (il "cannone-giocattolo", "l’orchestra delle trincee", "gli obici agricoltori", ecc.).
La capacità di rappresentare in forme di pura inventiva il messaggio ideologico trova conferma nel "romanzo politico in versi liberi Le monoplan du Pape (1912), in cui il poeta immagina di volare sulla nostra penisola con un aereo, da cui può osservare comizi, manifestazioni, assemblee di anarchici, pacifisti, socialisti, cortei di donne, il parlamento. Giunto sul Vaticano, rapisce il pontefice, per farne un'esca simbolica da mostrare agli austriaci. Con questa illustre preda prosegue nel suo volo e assiste dall'alto alla battaglia finale tra austriaci e italiani, in cui i connazionali hanno la meglio. Antimonarchismo e anticlericalismo sono elementi che Marinetti ha in comune con l'amico Notari, che in questi anni va predicando la "traslazione" del papato al di là dei nostri confini, idea ripresa più tardi dal capo futurista con la proposta dello "svaticanamento" dell'Italia.


 

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Marinetti, Boccioni, Carrà, Russolo, Piatti, Sintesi futurista della guerra, volantino della Direzione del Movimento futurista,
20 settembre 1914

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Marinetti con Ferruccio Vecchi a Fiume nel 1919